In occasione di questa giornata dedicata dalla Chiesa ai due Santi medici, osserviamo meglio questa tela nella Chiesa del Carmine a Grottaglie.

Il dipinto è di autore ignoto: i santi vengono raffigurati nel ricco costume seicentesco, vestiti con redingote (in dialetto: “sciammerga“) nera orlata di bianco con un pettino candido, un tavolo coperto da una tovaglia rossa, due libri, un calamaio ed una penna.
San Cosimo regge con la mano sinistra la palma, e con la destra un foglio su cui si legge: ”Magis Christi virtute quam medicinae omnes infirmitates curabamus” (Tutte le infermità noi le curavamo più con la potenza di Cristo che con quella della medicina).
Sulla destra, San Damiano con le mani sul petto, la sinistra regge la palma e la destra una corona del rosario.

In alto campeggia il piccolo Gesù, nudo, con la corona regale in testa, un drappo rosso alle spalle;con la sinistra regge il globo del mondo e con la destra benedice.Egli poggia su un trono ed apoteosi di nuvole, retti da alcuni meravigliosi puttini festanti ed attorniato da cinque angioletti alati di cui i due più grandi indossano, quello a destra di chi guarda, le veste rossa, e quello di sinistra una veste azzurra.

La palma, nell’iconografia religiosa, è simbolo del martirio.