Il monumentale organo a canne della Chiesa Matrice di Grottaglie

A Grottaglie c’è un bellissimo organo a canne, il più antico di Puglia. Posto nella Chiesa Matrice, alla sommità dell’abside su una meravigliosa cantoria in legno,ha una data:1587, che non indica il suo anno di costruzione ma, semplicemente, la sua “risistemazione” a cura del maestro Orfeo de Torres di Lecce.

Grosso modo, anno più anno meno, possiamo dire che quest’opera risale ai primi anni del 1500 ed e’ stata da poco restaurata (2010) dalla ditta F.lli Ruffatti di Padova. Qualche caratteristica tecnica: ha 360 canne, la pedaliera è “a leggio” ed ha 8 tasti,la manticeria è stata ricostruita con due mantici”a libro” e, curiosità, è stato posto un elettroventilatore che fa in modo di azionare i mantici senza l’intervento del “tiramantici”. Sulla facciata dell’organo campeggiano ancora due grandi stemmi della famiglia Colonna, cui appartennero gli arcivescovi di Taranto Pier Francesco (1544-1560) e Marco Antonio Colonna (1560-1568).
Vederlo nella sua magnificenza artistica soddisfa l’animo e la mente, ascoltarlo nella sua musicalità originale rinascimentale, suggestiva ed autentica, appaga l’orecchio e il cuore. Strumento straordinario l’organo, non a torto definito “re degli strumenti”, ed anche quello “che raccoglie in sé tutti gli altri”. È l’unico strumento musicale, tra l’altro, ad essere espressamente nominato nei documenti conciliari, dove si legge: “Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti”.

In verità, l’organo è così strettamente legato al sacro che, all’ascolto di un pezzo organistico, è quasi automatico essere condotti dal pensiero davanti ad un altare. Difficile immaginare una chiesa che ne sia sprovvista; eppure, forse non tutti sanno che questo strumento, vecchio di almeno 22 secoli, per parecchio è rimasto fuori delle chiese, riuscendo ad entrarvi ufficialmente non molti secoli fa e solo dopo aver fatto un po’ di anticamera nella quiete dei monasteri. La sua origine profana da un lato, l’autorità di alcuni Padri della Chiesa dall’altro, che lo consideravano uno strumento costoso, lussuoso, dal suono sensuale, e quindi in contrasto con le esigenze di una fede semplice e pura, ne ritardarono l’introduzione in ambito cristiano.

Oggi, possiamo ben affermare che l’organo si è preso la sua rivincita, divenendo lo strumento privilegiato del culto, particolarmente nella sua forma solenne:
Laudate Dominum omnes gentes
Laudate eum, omnes populi
Quoniam confirmata est
Super nos misericordia eius,
Et veritas Domini manet in aeternum…
Cosa c’è di più edificante per l’animo umano che quello di chiudere gli occhi, seduti sugli scanni di una cattedrale, ed ascoltare queste parole condite con le eccelse note della musica di un organo, con la sua ricchezza di sfumature timbriche che ci eleva verso Dio?

Ed allora si ritrova quell’onda sonora, calda, avvolgente, che partendo dalle canne sopra la nostra testa si spande allargandosi nello spazio intorno a noi fino a riempirne tutti i più piccoli angoli, ritornando poi con mille echi e riverberi, in un turbinìo di armonia dai mille colori che si vanno a mescolare, in un arcobaleno di variazioni, con i suoni sempre nuovi che fluiscono uno dopo l’altro dalle canne.
Ho”sentito” il “respiro della Musica” e ne ho fatto parte. Sono un privilegiato!