Il meraviglioso altorilievo dell’Annunciazione,entrando,nella prima cappella a sinistra della Chiesa matrice di Grottaglie.E’ un suggestivo esempio di scultura pugliese e faceva parte di un altare fatto costruire da una nobile famiglia grottagliese nella prima meta’ del sec.XVI.Originariamente era colorata, ma, a parer mio, la perdita del colore dovuta all’incedere del tempo, ha reso questa opera ancor piu’ attraente ed ammaliatrice.

Il mistero dell’Incarnazione del Verbo fissato su pietra

Le due figure ieratiche, Vergine ed arcangelo Gabriele, sono immerse nell’eterno ed immutabile mistero dell’Incarnazione del Verbo.

L’iconografia dell’Annunciazione si ispira ai testi dei vangeli canonici di Matteo e soprattutto di Luca (1,26-38), ma anche ai vangeli apocrifi, tra cui il Vangelo dello Pseudo Matteo ed il Protovangelo di Giacomo (11,1-3).

La figura dell’Angelo

Da notare, tra l’altro, l’angelo che ha assunto tratti femminili e una leggerezza, una letizia paradisiaca del tutto sconosciute nella tradizione bizantina. Questa nuova femminilità è dovuta anche all’influsso che ebbe sulla pittura la tradizione letteraria del Dolce Stil Novo, in cui la donna angelicata faceva da tramite tra l’uomo e Dio.Nel corso dei secoli la regalità di Maria è dovuta naturalmente alla regalità del Cristo, raffigurato sempre più come Cristo glorioso, che giudicherà l’umanità alla fine dei tempi. Il sedile della Vergine, che spesso poggia i piedi su un suppedaneo, è ricoperto da un cuscino imperiale oppure diventa addirittura un trono. In questa immagine, si riscontrano frontalità e ieraticità che accentuano il carattere divino dei personaggi. La sfera emotiva è del tutto assente: non vi è la minima traduzione dei sentimenti nelle espressioni.

Dal VI sec. d.C. Maria inizia a comparire sulla destra della scena, come in questo caso. La figura principale si sposta nel senso della scrittura greca e latina, di modo che lo sguardo si arresta sull’immagine della Vergine le cui mani sono rivolte all’altezza del petto, in segno di fiduciosa accoglienza.

Le parole del Vangelo

Dal vangelo secondo Luca: “In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l’angelo si allontanò da lei.”