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E’ certamente il momento più nostalgico della giornata, quando la frenetica luce del giorno cede il passo alla calma piatta della notte.

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Le cicale consegnano il testimone ai grilli e la solita civetta fa capolino su qualche ramo di olivo.
In questi meravigliosi versi, scritti a distanza di tanti secoli c’é una nota comune: la fragilità e il dramma dell’esistenza umana connaturata all’attimo fuggente che non riusciamo mai a cogliere, data la fugacità e l’imprevedibile brevità della vita stessa.

Era già l’ora che volge il disio
ai navicanti e ‘ntenerisce il core
lo dì c’han detto ai dolci amici addio;
e che lo novo peregrin d’amore
punge, se ode squilla di lontano
che paia il giorno pianger che si more.
(Dante, Purgatorio, c.VIII)

Pronto, su ‘l mar natale
cui nasconde la luna,
ride il sole autunnale,
dolce come la luna.
S’ode il mare pe ‘l lido
gemere, lento e grave.
S’ode talora il grido
fievole d’una nave
che faticosa in vano
lotta co ‘l vento avverso.,
o il richiamo lontano
d’un uccello disperso,
o l’improvviso tuono
d’un’onda più gagliarda.
Ride il sole, già prono,
e dolcemente guarda.
(G.D’Annunzio)

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
(S.Quasimodo)

Non chiedere,non ci è consentito sapere
quale destino
gli dei abbiano regalato
a me e a te,o Leuconoe,
e non perder tempo a cercare le astrusita’ babilonesi.
Quant’è meglio tollerare tutto ciò che accadrà,
sia se molti inverni Giove ancor ti conceda
sia se ultimo e’questo che contro gli scogli fiacca le onde
del mare Tirreno:
abbi buon senso,
mesci i vini e datti una lunga speranza
poichè il tempo è breve.
Mentre parliamo,il tempo invidioso (di noi)
sara’ fuggito via:
cogli l’attimo
e fai affidamento il meno possibile nel domani.
(Orazio)

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