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Con la legge 8 agosto 1806 n. 132 il Regno di Napoli fu suddiviso in province, distretti e comuni, questi ultimi amministrati da un sindaco titolare del potere esecutivo, da un numero variabile di “eletti” e dal decurionato, organo in cui risiedeva la rappresentanza comunale.

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La definizione del numero e della circoscrizione amministrativa dei singoli comuni fu fissata dal decreto del Regno di Napoli 4 maggio 1811 n. 922, dal quale risulta che il comune di Grottaglie era incluso nell’omonimo circondario, comprendente anche i comuni di Montemesola e Monteiasi, all’interno del distretto di Taranto, in provincia di Terra d’Otranto (cfr. F. Assante, “Città e campagne nella Puglia del secolo XIX”, in Quaderni Internazionali di Storia Economica e Sociale, Genève, Librairie Droz, 1975, p. 338). Nel successivo decreto del Regno delle due Sicilie 1 maggio 1816 n. 360 Grottaglie era ancora annoverato con la stessa circoscrizione amministrativa risultante dal precedente decreto e, poiché la popolazione residente ammontava allora a 5042 abitanti, era classificato tra i comuni di seconda classe, ossia quelli con una popolazione compresa fra i 3000 e i 6000 abitanti.

In qualità di capoluogo di circondario, presso il comune avevano sede l’ufficio del Giudice regio e le carceri circondariali. La riforma delle magistrature e degli organi di governo avviata dalla legge 8 agosto 1806 n. 132 fu sostanzialmente riconfermata dopo la restaurazione borbonica con la legge del Regno delle due Sicilie 12 dicembre 1816 n. 570. L’operato degli organi amministrativi del comune di Grottaglie fu sottoposto allo stretto controllo dell’intendente della provincia di Terra d’Otranto sotto gli ordini del ministro dell’Interno; con poteri più circoscritti, l’attività di vigilanza era esercitata anche dal sottointendente del distretto di Taranto.

Tra il 1923 e il 1937, nell’ambito di una complessiva ridefinizione dell’assetto amministrativo del Regno d’Italia, furono approvate una serie di modifiche nella circoscrizione interna alla provincia di Terra d’Otranto, che perse la sua antica unità e fu frazionata nelle tre province di Brindisi, Lecce e Taranto. Con decreto del Regno d’Italia 2 settembre 1923 n. 1911 fu istituita la provincia di Taranto cui furono annessi tutti i comuni fino ad allora inclusi nell’omonimo circondario, tra i quali il comune di Grottaglie.In seguito all’adozione dell’ordinamento comunale fascista disposta, per i comuni con popolazione fino a 5000 abitanti, con legge 4 febbraio 1926 n. 237, estesa poi a tutti i comuni con legge 3 settembre 1926 n. 1910, il comune di Grottaglie fu amministrato da un podestà di nomina regia che ereditò le competenze esercitate dal consiglio, dalla giunta e dal sindaco.

Con la caduta del fascismo e l’emanazione del regio decreto legge 4 aprile 1944 n. 111, presso il comune furono ripristinati gli organi del sindaco e della giunta riservandone la nomina al prefetto della provincia di Taranto; ai sensi del decreto legislativo luogotenenziale 7 gennaio 1946 n. 1 si insediò anche il consiglio comunale e si ristabilì il sistema elettivo e di nomina dei tre organi vigente prima del 1926.Secondo il disposto della legge 8 giugno 1990 n. 142, il comune di Grottaglie ha sancito la propria autonomia regolamentare dotandosi di uno statuto, pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 136 del 14 luglio 1992; le relative modifiche sono state pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 5 del 10 gennaio 1994.In seguito all’emanazione della legge 25 marzo 1993 n. 81, il sindaco di Grottaglie è eletto direttamente dai cittadini e nomina i membri della giunta municipale”.

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