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“Lui” è un pronome maschile che usiamo spesso, ma basta digitarlo sulla finestra di un motore di ricerca per scoprire che è anche il titolo di un film, lo pseudonimo di un attore, una specie di uccelli, uno scoter della Innocenti oltre che il cognome di calciatori e politici di oltreoceano. Quello che (ancora) non c’è, è il riferimento all’amico immaginario del brigadiere Cimino, che vede in questa sorta di alter-ego quella voce che gli dice tutto quello che probabilmente lui non ha il coraggio di ammettere. Se la cosa non fosse abbastanza strana, aggiungeteci che “Lui” utilizza solo ed esclusivamente citazioni tratte dai testi delle canzoni di Sergio Caputo ed a questo punto il fatto che ad indirizzare le indagini su un omicidio sia una medium di paese non vi sembrerà più la cosa più strana della faccenda.

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Dino Cassone, uno e trino

Dino Cassone, autore di “Aperitivo fatale” ha con la letteratura un rapporto proteiforme: è scrittore arguto, lettore vorace e addetto stampa di varie case editrici, cosa che gli permette certamente di vivere a questo mondo con un approccio ben più completo di quello della maggior parte di noi ed alla scrittura in particolare con molta meno autoreferenzialità di troppi autori, consentendogli di scrivere non quello che vorrebbe leggere lui ma le storie e le vicende che più lo ispirano.

In questa sua ultima opera si ritorna a Rosicano, un paese animato da una popolazione in cui è facile riconoscere i tanti vizi e le poche virtù della maggior parte delle nostre città. Certo, non dovunque accade che uno sventurato venga stroncato da una dose fatale di un aperitivo avvelenato, ma alzi la mano chi si è sentito raccontare almeno una volta di tresche amorose, tradimenti e peccati veri o presunti sussurrati di bocca in bocca dalle massaie al mercato o dai loro mariti dal barbiere.

Un colpevole con troppi indizi

Fatto sta che a Rosicano ci scappa il morto, che una medium cartomante prevede la cosa e mette sul chi va la la moglie del maresciallo dei locali carabinieri e che tutto sembra accusare l’amante della fresca vedova. Ma a volte la realtà è più incredibile della fantasia più strampalata e quando tutto sembra troppo bello per essere vero, allora sorge il dubbio che effettivamente vero non sia, e allora, cosa è davvero reale e cosa è quello vorremmo fosse reale ma non siamo certi che lo sia?

Certo al brigadiere Cimino non mancano grattacapi, non bastasse l’amico immaginario gli si aggiungono i problemi di cuore con storie che finiscono prima di cominciare, la migliore amica che la sera canta in un night interpretando la Gilda di Rita Hayworth e nelle ore diurne è l’irreprensibile presidente della Corte d’Assise ed una giornalista che sembra essere sempre un passo avanti agli inquirenti e non manca mai di farlo notare nei suoi articoli.

Non è casuale la scelta di utilizzare per i commenti di “Lui” le canzoni di Sergio Caputo, evidentemente Cassone si diverte con le parole come faceva il cantautore romano che nei primi anni ‘80, con il suo “Un sabato Italiano”, portò una ventata d’aria fresca nel panorama discografico nazionale. Un gusto per il calembour che si evidenza anche nei nomi di alcuni personaggi della vicenda, come la cartomante Pasquina Destino, la giornalista Pacifica Diavoli, la neo-vedova Venere Rimessa e molti altri.

Un romanzo interattivo

Parlare di un giallo senza svelare la trama è esercizio arduo, possiamo però dire che Cassone – da buon Pollicino – cosparge il racconto di indizi che suggeriscono ma non confermano, lasciando al lettore il gusto di ipotizzare come si possano essere svolti i fatti, anche grazie alla descrizione cinematografica dei protagonisti principali e secondari, che non si fa sforzo alcuno ad immaginare nel loro aspetto e nelle loro azioni.

Cassone non si prende gioco dei lettori (come alcuni suoi colleghi) ma gioca insieme a loro usando lo strumento del paradosso e gli attrezzi della fantasia, utilizzati con mestiere ma senza piaggeria. E’ un bel gioco leggere il romanzo e immaginarne una versione cinematografica interpretata da amici e conoscenti, proprio perché i protagonisti del racconto incarnano dei tipi umani che ciascuno di noi ha la ventura di incontrare nel quotidiano.

Les Flaneurs aggiunge un’altra perla nella collana delle sue edizioni, anche in questo caso con una grafica elegante ed una playlist musicale che accompagna la lettura in una operazione sinestetica che aumenta ed amplifica il piacere della lettura.

In conclusione, se avete già i capelli bianchi ma vi sentire giovani dentro, se almeno una volta vi siete cimentati con successo con un Bartezzaghi, se Salerno e Fiordaliso non sono per voi solo un capoluogo campano ed un fiore, se avete nutrito qualche dubbio che Roger Rabbitt non fosse un cartone animato solo per bambini, se dividete la storia della televisione tra un prima ed un dopo “Mr. Fantasy” o se qualche volta in farmacia avreste voluto chiedere una confezione di Idrofobina vegetale contro il male di vivere, se ai testosteronici detectives americani preferite il teutonico ispettore Derrick ma anche se non vi riconoscete in nessuno di questi casi e non avete colto neppure questa citazione, questo è il romanzo che fa per voi!

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