Il territorio del nostro comune, con le sue gravine in particolare, rappresenta l’estremità meridionale di quella vasta area caratterizzata dal fenomeno del “vivere in grotta”.

A sud di Grottaglie il fenomeno non si esaurisce ma si manifesta con episodi minori, anche in funzione delle differenti condizioni geomorfologiche (non più profonde ed estese gravine ma piccoli solchi erosivi in cui comunque si rinvengono ancora santuari rupestri, piccoli nuclei di abitazioni in grotta o grotte adibite ad attività produttive).Le gravine, nel territorio di Grottaglie, incidono i banchi tufacei posti a quote decrescenti verso sud-ovest e si evidenziano con forza nell’ultimo gradone che si affaccia sulla vallata sud-orientale. Procedendo da nord ovest a sud est si incontrano, quasi parallele tra loro, le più importanti tra loro, tutte regolarmente abitate fino al secolo XIII:

Riggio: Lungo l’itinerario si potranno scoprire passaggi segreti che conducono in affascinanti grotte panoramiche e grotte affrescate che conservano alcune delle pitture più antiche dell’Italia meridionale, risalenti al X secolo d.C., e nella quale è possibile ancora leggere e ammirare alcune scene di santi, crocifissioni e simboli cristiani. Nei periodi legati alle piogge è possibile osservare una suggestiva cascata che scende nella gravina e raccoglie l’acqua in una piccola piscina naturale dove gli anfibi possono trovare un luogo dove riprodursi.

Fantiano (o lama Infantiana): appena a sud di Riggio, dominata dalla pineta e dalla macchia mediterranea, con un importante insediamento rupestre medievale nel tratto iniziale, ancora oggi molto poco studiato anche per la mancanza di chiese. Nel tratto terminale della gravina si trovano le cave di Fantiano, oggi riutilizzate per manifestazioni e spettacoli all’aperto.

Fullonese (o Foranese): delimita il centro urbano a ovest ed è quella che ha subito i danni maggiori in seguito all’espansione recente del paese; conserva numerose testimonianze di indubbio valore, come la chiesa – cripta dei SS. Pietro e Paolo con un calvario scolpito e un piccolo eremo rupestre in uno dei suoi rami laterali. Il villaggio rupestre è stato abitato anche dopo a fine del XIII secolo, quando gli abitanti degli altri casali rupestri furono indotti a riunirsi a Grottaglie. Il nome della gravina deriva probabilmente dalla principale attività che vi si svolgeva, ossia l’arte della tintoria condotta da una colonia di Ebrei (dal latino fullo = tintore).

Pensieri (o Casalpiccolo o S.Biagio) La gravina di Pensieri è lunga circa 1200 m, con larghezza media di 60 m, e altezza di circa 20 m. Essa si differenzia litologicamente dalle altre maggiori gravine di Grottaglie, dato che la roccia calcarea affiora qui da metà gravina sino al suo sbocco a valle per circa metà altezza lungo le due fiancate (Parenzan, 1989). A primo acchitto si presenta desertificata, con pareti di roccia nuda che predominano, interrotte solo da selve di more, cespugli di timo e capperi, cardi di vario tipo, scille marittime, alberi di fico selvatico e qualche carrubo.

Tra la gravina del Fullonese e la lama dei Pensieri si situa il centro urbano di Grottaglie, l’antica Cryptae aliae (“Altre Grotte” secondo alcuni italianizzato poi in Grottaglie), detta anche nei documenti… Casal Grande.