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Al tempo della gloria osannante e cieca, questa via fu intitolata al “fondatore dell’impero”, alla “spada dell’Islam”, alla guida (Dux) del popolo italiano, al “protettore dell’Islam”, ovvero Mussolini Benito, maestro elementare e bersagliere, di Predappio (Forli’/Cesena)!

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Poi la gloria, le parate militari e gli osanna terminarono (sic transit gloria mundi) in un caldo giorno del fatidico luglio 1943,quando un innocuo (all’apparenza) ordine del giorno (autore Dino Grandi) si tramutò in un vero colpo di stato per il regime, con la complicità di un re imbelle che fino ad allora aveva avallato supinamente ogni azione di quest’uomo, concedendogli, anche, il comando in capo dell’esercito in guerra.

Tra le ore 17 del 24 e le ore 3 del mattino del 25 luglio 1943, in una tempestosa riunione durata dieci ore, il Gran Consiglio del Fascismo (che non si riuniva dal 7 dicembre 1939, quando era stata approvata la “non belligeranza” dell’Italia all’inizio della II guerra mondiale), mise in minoranza Mussolini. L’ordine del giorno Grandi (redatto dallo stesso Grandi, da Ciano e da Bottai), che prevedeva l’allontanamento del Duce del fascismo, prevalse con 18 si contro 7 no, una astensione ed un voto per un altro ordine del giorno.

Alle 18 dello stesso 25 luglio, il re Vittorio Emanuele III farà arrestare Mussolini (sostituito con il generale Badoglio alla guida del governo); l’11 gennaio 1944 furono fucilati alle spalle a Verona (Repubblica di Salò) i “traditori del Regime”, cioè i firmatari non contumaci dell’ordine del giorno Grandi, tra i quali il più famoso era il genero Galeazzo Ciano.

La guerra civile si trasformava così in tragedia per migliaia di Italiani, sia per quelli al fronte che per la popolazione civile, specie quella del Nord Italia che subirà la durezza e la spietatezza del tallone nazista con tutte le crudeli implicazioni .

La via veniva reintitolata a quel tragico giorno estivo, che aveva cambiato l’Italia ovvero …via XXV luglio.

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