Una bellissima ed artistica foto di 69 anni fa,opera di quel bravissimo artista della fotografia che è stato Nino de Vincentis: campagna, fichi d’India, muro a secco con pochissime costruzioni, strada con terra rossa, magari profumi di erbe e rosmarino che ti solleticano l’olfatto.

Un’immagine, già tipica del nostro territorio e che va scomparendo: la troviamo, ormai, solo fuori dal centro abitato. Un’immagine meno moderna ma, certamente più umana.

La via la riconoscete? Non sforzate le meningi , ve la indico io: è via Messapia… chi l’avrebbe detto! Perché questo nome? A ricordo dei Messapi (gr. Μεσσάπιοι) che erano una antichissima popolazione della Puglia(Apulia) e si erano fermati, assieme a Calabri e Salentini, nella Penisola Salentina (antica provincia romana col nome di Calabria). Essi si denominarono così da un leggendario Messapo, un eroe della mitica Beozia che era arrivato nell’Italia meridionale. Mentre furono “socii” e alleati dei Romani nella I e II guerra sannitica, nella III si allontanarono dall’alleanza con Roma, proprio perché temevano la politica espansionista e imperialistica dello stato romano. Ma invano! Furono sconfitti dai Romani nel 280 e nel 267-266 in diverse battaglie , e furono costretti ad associarsi alla nascente nuova confederazione, ormai guidata da Roma e a essa sottomessa.

Durante la seconda guerra punica tentarono, invano, ancora di ribellarsi , grazia anche alle vittorie di Annibale, ma nel 90 a.C. la loro “romanizzazione era completata, perdendo l’identità come popolo e come lingua. La lingua dei Messapi, di cui abbiamo ampi resti nei graffiti e monete , è di tipo indoeuropeo con influenze provenienti dall’est.