Questo nostro compaesano vide i natali a Grottaglie il 10 novembre del 1908, da Oronzo Vito e da Anna Teresa Perrino. Si arruolo’ in Aviazione conseguendo la specializzazione di motorista e segnalandosi per la sue grandi capacità, tanto da venire scelto, come uno dei circa 100 partecipanti, per la crociera aerea voluta dal regime fascista per celebrare il primo decennale.

L’impresa, che nelle cronache propagandistiche assunse toni di vera apoteosi, fu voluta dallo stesso Benito Mussolini e venne condotta dal Generale Italo Balbo, Ministro
dell’Aeronautica,successivamente abbattuto,dal fuoco amico ed in maniera sospetta, nei cieli di Libia, all’inizio della II guerra mondiale.
La trasvolata atlantica, passata alla storia come la Crociera del Decennale, fu compiuta nel luglio del 1933 da 24 idrovolanti “Savoia – Marchetti”. Il massimo per l’epoca!

L’equipaggio dell’aereo, in cui prestava la sua opera il nostro Vincenzo, era cosi’ composto:VI Squadriglia Cerchi bianchi I-ABBR, Cap.Pil. Renato Abbriata, Ten.Pil. Ademaro Nicoletti-Altimari, 1°Av.Mot. Vincenzo D’Amuri, Serg.R.T. Dino Arcangeli

Durante la traversata erano scaglionate lungo la rotta otto baleniere che ad orario fisso trasmettevano il proprio bollettino meteorologico e per un minuto il segnale Morse MO perché fosse rilevato dai radiogoniometri di bordo al fine di controllare la rotta. Oltre le baleniere vi era il radiofaro sulla nave appoggio Alice a Cartwright.
In vista della costa americana, Balbo diramà questo comunicato: “Sono in vista delle coste dell’America. Fra breve tempo la nostra grande fatica sarà compiuta. Prima di ammarare mentre la formazione si snoda sul Nord Atlantico popolato di ghiacci vaganti, voglio darvi la mia parola di plauso affettuoso. Voi non dimenticherete questa dura giornata ma non la dimenticherà neppure la Re­gia Aeronautica che la offre alla nostra Patria e per essa al suo Duce. Viva il Re”.

Centinaia di milioni di uomini in tutte le lingue del mondo hanno pronunciato il nome Italia“. Con queste parole Mussolini accolse Italo Balbo, di ritorno dalla seconda trasvolata atlantica, sotto l’arco di Costantino a Roma. Mussolini organizzò per gli “Atlantici” un’accoglienza trionfale, ma collo scopo di sottrarre a Balbo la parte dell’eroe, del fascista modello. Nel 1933 infatti Italo Balbo era diventato l’italiano più famoso del mondo, ancor più di Mussolini, e questo al Duce non piaceva affatto. Mussolini non amava i collaboratori troppo popolari: quando uno dei suoi gerarchi cominciava a diventare troppo autorevole, gli affidava un altro incarico, apparentemente per promuoverlo, in realtà per indebolirlo.Il vecchio adagio latino funzionava sempre:”Promoveatur ut amoveatur”! Italo Balbo era l’unico dei gerarchi a non essere caduto in una sorta di timore referenziale, e questo Mussolini lo sapeva bene.

L’eroica impresa rese popolare anche il giovane Vincenzo che, tuttavia, solo tre anni dopo perse la vita in un tragico incidente aereo in località Novello d’Alba, sull’Appennino Ligure, il 27 maggio del 1936. Il tragico episodio fu raccontato dal “Corriere della Sera”il 4 giugno 1936. All’intrepido eroe grottagliese, decorato con medaglia d’oro, i concittadini dedicarono lo stadio comunale. Così il poeta Michele Ignazio D’Amuri, cugino dell’ “Atlantico”, scrive in… “Pò la notte è vvinuta“: “Tu recasti/laggiù, nel Mondo Nuovo,insieme con l’amor, cugino mio, il nome caro di Grottaglie tua“.