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Oggi il mio post è su Walter Scotti, artista che risiede a Grottaglie in un bel palazzo del centro storico e che con la sua pennellata chiara e semplice ed i suoi temi, ci trasporta in un mondo di sogno e di fiaba.

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Leggendo ciò che di lui hanno scritto: “Pittore, nato a Taranto, accomuna alla passione per la pittura quella per l’organizzazione. Fonda infatti a Roma l’Associazione “Artisti di via Margutta e di Piazza Navona” e ne diventa Presidente .
Nel 1971 organizza e dirige la “Mostra Internazionale di via Margutta a Campione d’Italia” . Nello stesso anno realizza “La Rassegna dell’arte italiana contemporanea” e successivamente dà vita alla rivista d’arte romana “Il Marguttone” della quale è, con il fratello Alberto, Direttore artistico .
Nel 1975 riceve a Roma il riconoscimento “La Lupa Capitolina” ed il Premio Unicef .
Rientrato a Taranto è il promotore di numerose iniziative artistiche . Nel 1992 riceve la Laurea honoris causa in Arte Moderna. Ha al suo attivo oltre 250 mostre personali in tutta Italia e all’estero , da Tokio a Caracas , da Buenos Aires a Tunisi , da Madrid a New York“.

…Cosimo Fornaro ha scritto: “Ciò che si evidenzia subito nell’arte di Walter Scotti, è questa caratteristica affettiva dei luoghi.
Bisogna recuperare il valore psicologico per sentirci parte unita, come soltanto la pittura, l’arte in genere, riesce a fare…

Non bisogna essere geni per capire il valore dell’ambiente, ma possedere qualcosa di diverso dalla semplice intelligenza e possedere un fortissimo istinto in grado di indurci a descrivere le cose che amiamo, non per la fama, né per il bene, né per ottenere qualche vantaggio, ma un istinto simile a quello che ci induce a vivere meglio, coscienti di aver racchiuso nella memoria i motivi caratterizzanti di un luogo capace di suscitare il risveglio della storia e della stratificazione dei comportamenti e atteggiamenti dell’uomo.

E’ bello ammirare le opere di Walter! Ci si ritrova, ci si immagina parte integrante, si viene spinti a pensare bene, alle cose belle della vita, sia quelle materiali, che materiali non lo sono mai, che quelle spirituali che nutrono continuamente il mondo e grazie alle quali è possibile continuare ad amare la vita. L’ambiente diventa un tutt’uno con il resto della vita, con l’uomo, ma anche con le abitudini, i costumi di un popolo, ma soprattutto quella serenità interiore che pervade e permea cose e persone. Forse in questo è possibile notare la continuità di una magia, la magia del Sud di Walter Scotti“.

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