Gaspare Mastro, la dolcezza del ricordo della vita quotidiana

Quadri che parlano di noi, delle nostre origini, delle nostre tradizioni e della nostra storia

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Passeggiando per Grottaglie raggiungo la mostra di quadri del maestro Gaspare Mastro; lui ti accoglie col sorriso e ti fa entrare nel suo mondo, quest’anno fatto di “nature morte”.
 A differenza di altri quadri aventi lo stesso tema, in quello di Gaspare c’è qualcosa che parla di me, che parla di noi, delle nostre origini; nel guardare quelle raffigurazioni, all’improvviso mi trovo a parlare con me stesso.

Mi catapultano in una scena di oltre sessant’anni fa, mio nonno, con gli occhi pieni d’amore, poggia sulla tavola del salone, imbandita per la colazione della domenica, una rosa mentre mia nonna si è assentata per un momento.
E’ proprio lì che ferma la scena il maestro, su quella tavola composta da un’antica moka napoletana ancora fumante, vicino alla portata da caffè di ceramica usata solo per i momenti importanti della vita, con la sveglia in acciaio che segna l’ora “benevole” in cui fare colazione solo durante i giorni di festa, otto meno dieci, e una radio d’epoca che suona una musica romantica di quel periodo.
Lascio solo i miei nonni a fare la loro meritata colazione e mi volto a osservare una brocca di ceramica che raccoglie dei fiori, gialli Germania, che mio nonno ha portato di ritorno dalla campagna la sera prima; poco più in là, c’è un altro vaso questa volta in vetro che accoglie papaveri rossi e altri fiori di campo che regalano armonia e colore a quei mobili di legno antico.
Il rosso fa da padrone anche in un altro angolo della cucina dove, una cesta in vimini, accoglie dei melograni buoni e genuini pronti a intervenire per soddisfare inaspettati languorini.

Non c’è una tovaglia a coprire il tavolo, troppo costosa, ma un umile strofinaccio, bianco e pulito, dove è ulteriormente poggiato una tozzo di pane e un bicchiere di vino rosso; tutto parla delle mie origini, vissute e non, viste con gli occhi nostalgici di chi ha tutto ma non apprezza nulla.