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Per una sera la Biblioteca “Marco Motolese”, al Centro Polivalente “Giovanni Paolo II, in via Lisippo al Quartiere Tamburi di Taranto, per i soci diventerà un caffè letterario dove si celebrerà la giornata internazionale della lingua madre e la lingua napoletana patrimonio dell’UNESCO, e poi con la musica si ricorderà Pino Daniele.

Con l’innovativo incontro “Parole e musica” alle ore 17.00 di venerdì prossimo, 20 febbraio, si terrà l’Inaugurazione dell’Anno Sociale 2015 del Club UNESCO Taranto e dell’Associazione culturale “Marco Motolese”, che vedrà per una sera la struttura “trasformata” per i soci in un caffè letterario.
L’incontro sarà articolato in due momenti. Nel primo, “le parole”, ci sarà l’intervento di Carmen Galluzzo Motolese, presidente del Club UNESCO Taranto e dell’Associazione culturale “Marco Motolese”, su “La giornata internazionale della lingua madre. La lingua napoletana patrimonio dell’UNESCO”; a seguire Pierfranco Bruni, responsabile progetto etnie, letteratura e lingua del MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e turismo), interverrà su “La lingua madre e le lingue tra le identità dei popoli. Pino Daniele, cantore del sud”.

Le “Parole” poi cederanno il posto alla “Musica” con la performance del trio musicale composto da Francesco de Luca al pianoforte, Antonio Cassaro alla chitarra e la voce di Stefania Pispisa.
La manifestazione, che sancisce l’inizio dell’Anno Sociale 2015 del Club UNESCO Taranto e dell’Associazione culturale “Marco Motolese”, anticipa di un giorno la Giornata Internazionale della Lingua Madre (International Mother Language Day) che l’UNESCO celebra il 21 febbraio per promuovere la diversità linguistica e culturale insieme al plurilinguismo.

La data vuole ricordare il 21 febbraio del 1952, quando diversi studenti bengalesi dell’Università di Dacca furono uccisi dalle forze di polizia del Pakistan mentre manifestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale.
Il napoletano, con le sue parole, non è “un dialetto ma bensì una lingua”, e infatti l’UNESCO lo riconosce come patrimonio per l’intera umanità. Sicuramente si tratta dell’idioma italico più esportato e conosciuto grazie alla canzone classica partenopea, una delle maggiori espressioni artistiche della cultura occidentale che da più di un secolo diffonde in tutto il mondo la bellezza della parlata napoletana.