“A tutti i detrattori Istituzionali locali e Regionali  del nostro Ospedale che in maniera irresponsabile   voglio chiudere, voglio  ricordare quanto già comunicato fatto in maniera corretta nel recente passato su un blog locale. Il nostro Ospedale oltre ai numeri e i parametri economici pur importanti nel valutare se una struttura sanitaria è efficiente o meno, e a parere non solo mio, Grottaglie ha tutti i numeri per continuare a restare aperto,  il nostro San Marco, ha anche  una storia di oltre 500 anni, che evidentemente nessuno vuole tener presente, oltre a quello che ha rappresentato non solo per Grottaglie , ma  per quello che ha dato in termine di difesa della salute a questo territorio provinciale non solo nell’ultimo decennio ma nei secoli.” E’ quanto comunica a mezzo stampa Ciro Gianfreda, coordinatore cittadino di Forza Italia in merito alla questione relativa alla chiusura dell’Ospedale San Marco.

“Ho estratto parte di un bell’articolo di alcuni anni fa che ogni amministratore dovrebbe prendere in considerazione  prima di prendere  decisioni affrettate e che incidano sulla carne viva di questo bacino di popolazione che va oltre le 110 mila unità. Il San Marco di Grottaglie ha origine come abbiamo detto, oltre 500 anni fa ad opera dell’Arciprete di Grottaglie   don Leonardo Cecere, il quale come egli ripeteva il realizzando ospedale era “un disegno della Provvidenza, per curare e sostenere il sofferente, il povero e l’ammalato, così lasciò tutte le sue sostanze per costruire l’Opera Pia Ospedale San Marco, con testamento rogato in Grottaglie 12 marzo 1464 dal notaio Fioravante da Casalnuovo, a ridosso della cappella omonima, nel tempo destinata ad altri usi, in Via Vittorio Emanuele II”. “Un ospedale che divenne, prima della costruzione del nuovo ospedale in zona S.Elia nel 1967, un ambulario e sede dell’E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza). Un punto di riferimento per Grottaglie dove tra mille difficoltà svolgeva il suo onorato servizio la custode-infermiera Michelina Di Benedetto, vedova Masiello, e poi risposata con Ciro Caramia a cui tramandò la sua esperienza paramedica per diversi lustri ed in particolar modo nella seconda guerra mondiale. Grottaglie nel secondo dopo guerra cresceva a dismisura e le necessità sanitarie dei cittadini aumentavano di giorno in giorno, costretti a recarsi al nosocomio di Taranto oppure in cliniche private tarantine. Avvenne così un secondo miracolo”. “Il senatore Gaspare Pignatelli, interpretando le istanze ed i bisogni dei suoi concittadini, si adoperò per costruire un nuovo ospedale. Chiamò a raccolta il popolo di Grottaglie, che gli diede il consenso, nonostante le note stonate degli avversari ( allora Partito comunista, padri di coloro che oggi lo vogliono chiudere). Fondò, costruì, avviò e fece brillare l’Ospedale S. Marco, “la pupilla dei suoi occhi”, a cui destinò per testa­mento ogni suo avere.   La prima pietra fu posta il 18 maggio 1958 mentre l’apertura avvenne il 18 settembre 1967. Un ospedale con 79 posti letto che dopo qualche anno diventarono 240, con reparti di Chirurgia, Medicina, Ostetricia, Radiologia, Pediatria, Ortopedia con primari di chiara fama. Un fiore all’occhiello per Grottaglie e per tutto il territorio jonico.Nel 1980 per una legge nazionale la gestione dell’ospedale confluì  nel sistema nazionale sanitario diventando presidio ospedaliero nell’ambito territoriale Taranto 6. I vari riordini sanitari avvenuti in questi ultimi 30 anni hanno provocato grandi sconvolgimenti strutturali a danno della salute e del territorio.” Ha citato Gianfreda.

“Cosi come brillantemente l’autore di quell’articolo riporto , ritengo anche io che, vada presa in considerazione la storia di un territorio, di una comunità e i sacrifici che nel tempo ha fatto e non solo i parametri economici, se pur importanti. La volontà di un parte numerosa della popolazione di oltre 110,000 abitanti che ha  costruito con sacrifico negli anni, non va stravolta e le opere non vanno cancellate o fortemente ridimensionate tornando indietro di secoli. “Questa comunità ha dimostrato da oltre 500 anni di essere sensibile ai disagi di coloro che hanno bisogno di cure ospedaliere o specialistiche e la presenza di un ospedale a Grottaglie non è campanilismo ma volontà e desiderio di alleviare sofferenze senza costringere pazienti e familiari a recarsi in altri strutture lontane dalla propria terra”. Diverse sono le Eccellenze in Sanità  e alle cure domiciliari ed è giusto che siano realizzate nella nostra provincia,  e che nasca un polo unico di Eccellenza come il nuovo San Cataldo di Taranto. Ma, finchè il San Catatldo non sarà realizzato  il San Marco non può essere soppresso senza ascoltare il territorio e le sue vere esigenze.” Ha chiosato il coordinatore cittadino di Forza Italia.

“In fine e concludo, questa comunità , specialmente  quella di Grottaglie non può essere insultata e non presa in considerazione dopo che negli anni ha dato tantissimo in termini  anche di ingenti Donazioni Patrimoniali e che ora l’Asl/TA sta vendendo o svendendo, e poi dall’oggi al domani  chiuderci anche l’Ospedale. Questa è una vergogna,  un insulto per chi nella storia del San Marco  ha creduto, ha  creduto nel diritto alla salute anche dei più deboli facendo nascere l’ospedale  con grandi sacrifici da parte di persone illuminate e del popolo Grottagliese e dei paesi limitrofi. Oggi, e questo è una denuncia, l’Asl di Taranto in sfregio a tutto questo, sta vendendo i terreni che i benefattori Grottagliesi, hanno donato in passato, prima all’Opera Pia Ospedale San Marco e poi all’E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza). Vedi foto  qui di seguito riportati:

Alcuni terreni di grande pregio sono anche adiacenti al centro abitato di Grottaglie, lungo Via XXV Luglio, altri già venduti ad una multinazionale agricola per produrre albicocche, pesche e arance in zona masseria Carmine direzione calze rosse, altre lungo la strada provinciale per San Marzano i pieno parco delle gravine. Compreso la Pineta Frantella che l’Asl/ta voleva vendere e la nostra amministrazione dopo aver investito ingenti risorse economiche in passato a sventato sottoscrivendo una nuova convenzione di comodato d’uso per alti 25 anni. Con questo non dico che questo patrimonio donato da illuminati benefattori, non doveva essere venduto e tenuto in completo abbandono come fatto finora. Ma almeno avere la decenza di non chiuderci l’Ospedale.  Vergogna Vergogna Vergogna , non  si può trattare cosi una comunità.”

Ha concluso Gianfreda, prima di lanciare un attacco direttamente al presidente della Regione: Presidente Emiliano dimettiti. Questa proposta di Piano Sanitario Regionale è un’infamia nei confronti dei Grottagliesi”.