Sono passati 45 anni, quasi mezzo secolo, Un attimo, nella Storia dell’umanità, una enormità, considerando i progressi tecnologici che si sono succeduti. Pensare che sul computer che ha permesso raggiungere la Luna oggi non riuscirebbe neppure a girare il più semplice dei videogiochi fa un po’ impressione, ma è così.

Quasi mezzo secolo da quella calda notte di luglio in cui il mondo rimase attaccato con gli occhi alla televisione, a seguire con gli occhi sgranati quelle immagini tremolanti in bianco e nero, a chiedersi se avesse ragione Tito Stagno o Ruggero Orlando nell’indicare il momento esatto in cui la navicella toccava per la prima volta il suolo lunare.

Oggi, dopo lo stop causato dalla scarsità di risorse economiche e dagli incidenti mortali delle ultime missioni Shuttle, la corsa americana allo spazio riprende, pungolata anche dai progressi che le nazioni emergenti, Cina in testa, stanno registrando. E l’obbiettivo è Marte, il “pianeta rosso” protagonista di tantissimi racconti, tanto che nel manifesto delle celebrazioni dei 45 anni dalla missione dell’Apollo 11, nel quale domina la prima impronta dell’uomo sulla Luna, il suolo grigio della polvere lunare si colora di rosso.