«Molti non se ne sono accorti, ma a Grottaglie, da diversi anni va in onda una “specie” di 50 sfumature di grigio. Gratuitamente i cittadini grottagliesi possono ammirare in quasi tutte le vie di Grottaglie varie colorazioni di catrame, cemento e bitume volti a formare un manto stradale che mette a dura prova gli ammortizzatori e pneumatici di automobili e biciclette. Un gioco sadomaso forse da parte della politica comunale, la quale ha gusti particolari, indubbiamente. Che proviamo ad illuminare. Con un album fotografico di “immagini forti”, non adatte ad un pubblico e a un’amministrazione sensibile.» Lo scrivono in una nota gli attivisti del “Meetup Grottaglie a 5 Stelle”, citando una pellicola in questi giorni nelle sale cinematografiche.

«Fa impressione – prosegue la nota dei pentastellati grottagliesi – il grigiore che circonda lo storico cinema Aida, i campetti comunali e asili nido abbandonati, l’ormai decrepita Piscina Coperta, la vecchia piazza mercato sempre coperta e mai “riscoperta”, il cemento armato che paradossalmente circonda il liceo artistico, l’incompiuto centro per l’agricoltura e l’irrealizzato liceo Moscati, la funebre piazza Verdi e l’ancor più funerea piazza Cafforio dietro la Madonna delle Grazie e la devastata (senza tifosi olandesi) piazza dietro il comune. I cittadini grottagliesi da molto tempo possono ammirare le varie tonalità di grigio delle auto parcheggiate nella storica piazza Regina Margherita e le recenti sfumature dei guardrail stipati nella interminabile via Partigiani Caduti, la cui “visione” è vietata agli automobilisti da ben 4 mesi. Ma è nel centro storico che le immagini divengono sempre più spinte. Un quartiere indubbiamente squarciato nelle sue arterie vitali, le suggestive viuzze, rattoppate alla peggio con bitume e catrame gettati a macchia di leopardo. Strade che assumono i contorni raccapriccianti di una gruviera in bianco e nero, tipica delle mucche del Wisconsin.

Un grigio a volte cupo –continua la nota gli attivisti del “Meetup Grottaglie a 5 Stelle” – predomina nei labirintici vicoli che potrebbero risorgere all’antico splendore se solo si rimuovesse il bitume riportando alla luce (è proprio il caso di dire) le bianche chianche secolari che in alcuni tratti riaffiorano dal catrame che le ricopre. Basterebbe incentivare l’apertura di botteghe, negozi e luoghi all’insegna della creatività giovanile, l’unica che riesce a dare colore grazie ai murales stile street art in un centro storico che altrimenti sarebbe in bianco e nero anche fotografato a colori. Il bianco e nero naturale dei tombini con la dicitura “Comune di Grottaglie” li fa somigliare sinistramente più a tombe funebri che a tombini.

Sta alle scelte, ai comportamenti e alle proposte dei cittadini e politici – concludono gli attivisti del “Meetup Grottaglie a 5 Stelle” – riportare in vita un centro storico come quello di Grottaglie, ferito ma ancora pulsante di vita e colori variopinti.»