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«I lavoratori sono molto preoccupati per il futuro e per il destino del loro lavoro. Sono lavoratori provati dalla lunga incertezza rispetto alla gestione dell’impresa e alle prospettive. Durante l’assemblea con la Uil abbiamo proposto le ragioni dello sciopero del 12 dicembre e quindi il tema del lavoro su cui deve basarsi la politica economica.» Lo ha dichiarato il segretario nazionale della CGIL, Susanna Camusso, nell’assemblea tenuta all’ILVA stamattina.

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«Noi che siamo sempre stati fautori di un intervento pubblico – ha affermato la Camusso – vogliamo però capirne modi e natura e che non sia semplicemente un ponte per poi vendere l’ILVA al miglior offerente ma sia una scelta di politica industriale. La nostra richiesta é al governo per avere un incontro e capire cosa stanno pensando e come vogliono gestirla.

La siderurgia é un settore strategico per il nostro Paese che non possiamo permetterci di perdere. Lo stato deve farsi carico della continuità del lavoro e dell’intervento ai fini della salute dei lavoratori e della città, e della qualità produttiva. Vogliamo essere interlocutori di questo processo e della necessità che l’intervenuto pubblico sia vero.

Valutando gli scenari – ha proseguito la Camusso – per noi punto fondamentale é la garanzia del rapporto lavoro- salute, continuità e qualità della produzione. Si parla delle varie cordate e delle varie offerte troppo generiche, e non ne si conoscono valori e piani industriali. Discutiamo concretamente di quali possibilità ci sono, quali scelte si fanno, quali responsabilità si assume il governo e che garanzie offre ai lavoratori. Non si può affrontare il piano industriale e il risanamento di una grande impresa solo per slogan ma vanno fatte delle scelte.

L’esperienza Alitalia – ha ricordato il segretario nazionale della CGIL, Susanna Camusso – non é stata una esperienza positiva e questa é una delle ragioni per cui diciamo che ci vuole chiarezza degli interventi, e non può essere semplicemente determinare migliori condizioni per qualunque offerente. Deve essere una assunzione di una funzione strategica di una produzione siderurgica del nostro Paese. Lo schema Alitalia non ha funzionato e quindi non può essere riproposto: non può essere riproposta una idea secondo cui il pubblico si fa carico delle perdite e i privati pigliano i profitti

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