«La recente operazione dei Carabinieri contro il caporalato in Agricoltura nella nostra Regione, con il conseguente arresto di 51 persone nei territori di Bari, Lecce, Foggia, Taranto e Brindisi, se da un canto ha dato evidenza al perpetuarsi di questa pratica mafiosa che disprezza leggi e contratti e si propone, di fatto, come sistema alternativo al governo istituzionale e sociale del mercato del lavoro e del trasporto pubblico dei braccianti nelle campagne, dall’altro ha fatto risaltare il meritorio quanto insostituibile ruolo delle Forze dell’Ordine finalizzato a sradicare tale fenomeno illegale. » Lo dichiara Antonio La Fortuna, Segretario Generale FAI CISL di Taranto Brindisi.

«Un fenomeno – rimarca la nota sindacale – contro cui la Legge 199 ha consentito di operare un salto di qualità nella lotta allo sfruttamento ma che chiediamo sia meglio applicata nella sua parte preventiva.
Da gennaio ad ottobre di quest’anno centinaia di caporali risultano arrestati o indagati; solo nei territori di Taranto e Brindisi sono stai 35 gli arresti, 46 gli indagati e 40 le denunce stando alle ultime rilevazioni.
Dati che dimostrano quanto le criticità siano assai marcate in queste aree che permangono a forte rischio di marginalità sociali, economiche, occupazionali e persino culturali ma dove, di contro, al netto della logica repressiva e dell’encomiabile ruolo della Task force regionale pugliese, il sistema pubblico è ancora in forte ritardo nella capacità di gestione di sistemi e processi in grado di vincere la sfida contro l’illegalità.

Una illegalità che confida sull’insufficienza di controlli incrociati tra Enti pubblici e strumentali dei territori – Agea, Ispettorato, Inps, Inail – sulla connivenza di molte Aziende che rifiutano quasi ideologicamente di caratterizzarsi sul versante della qualità e, soprattutto, su una politica non ancora definitivamente strutturata in materia di trasporto pubblico della Regione che, dunque, ancora non riscontra quanto da lungo tempo rivendicato dalle organizzazioni sindacali e professionali.
Insomma, bisognerà ancora lavorare, in sinergia, recuperando il contributo di tutti i soggetti deputati, a partire dal livello nazionale e dallo stesso ministero delle politiche agricole, presso cui sull’argomento si è tenuto un recente incontro, con il coinvolgimento di diversi ministeri e rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali, delle organizzazioni agricole, delle forze dell’ordine.
Abbiamo rivendicato, come Fai Cisl, che contro lo sfruttamento dei braccianti si agisca davvero con una svolta, per cui abbiamo sollecitato che il tavolo interistituzionale insediato produca al più presto uno specifico crono programma con conseguenti azioni concrete.
Le proposte ci sono, quelle nostre sono note da tempo e sostenibili sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalle cabine di regia da insediare presso le sedi Inps e dall’iscrizione da parte delle Aziende alla rete del lavoro agricolo di qualità.

Chiediamo, contestualmente, che le sinergie istituzionali e sociali producano una più efficiente gestione del mercato del lavoro, che sia monitorato con maggiore efficacia dei controlli il fenomeno delle cooperative agricole senza terra e, non per ultimo, che si implementi un processo di formazione e di informazione per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore agricolo nonché nei confronti dei cittadini-consumatori orientandoli verso comportamenti più consapevoli anche per scongiurare che logiche incontrollate e perciò a rischio di illegalità condizionino la filiera con aumento incontrollato dei prezzi.
Dopo quella di Brindisi, il prossimo 21 ottobre si insedierà la cabina di regia territoriale presso la sede Inps di Taranto, sede in cui riproporremo con forza i nostri argomenti la cui delicatezza si declina con la fase di scadenza, a fine anno, dei contratti provinciali agricoli, con la necessità di dare adeguata accoglienza e tutela agli immigrati in quanto particolarmente esposti ai rischi di sfruttamento se non di vera e propria schiavitù.

Proseguiranno, frattanto, le nostre iniziative a tappeto presso le nostre sedi comunali sull’orientamento lavorativo nel settore agricolo, sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla promozione di Sos caporalato (800199100), la campagna di ascolto e di denuncia in anonimato promossa dalla Fai Cisl nazionale.
Questa della lotta al caporalato in Agricoltura – conclude La Fortuna – è una vera e propria sfida epocale, che in questo terzo millennio interpella tutte le componenti istituzionali, sociali e professionali del Paese; ed è proprio per questo che è una sfida da vincere insieme.»