Scuola-Sant-Elia-cantiere
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Il Governo ha utilizzato il ddl Scuola per cancellare, di fatto, l’8xmille all’edilizia scolastica. È una vergogna”. Così Francesco Cariello, deputato puglise 5 Stelle e membro della Commissione Bilancio, commenta la scelta dell’esecutivo di introdurre all’articolo 21 del disegno di legge, un comma che di fatto ridimensiona la tipologia degli interventi di edilizia scolastica finanziabili con il fondo 8xmille a gestione statale. In base al nuovo testo, infatti, il ministero dell’Istruzione indicherà annualmente gli interventi che si rendono necessari ma solo a seguito di eventi “eccezionali e imprevedibili”.

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In sostanza – ironizza il deputato Francesco Cariello – dobbiamo attendere che una scuola venga bombardata affinché il comune o l’ente proprietario possa presentare istanza di accesso al fondo 8xmille. Sono spariti quindi, tutti gli obiettivi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico, che il M5S aveva introdotto nelle finalità approvate a suo tempo con legge di stabilità 2014. Agli enti locali, dunque, sarà tolta anche la possibilità di chiedere l’accesso ai fondi se prima non otterranno l’indicazione del ministero del carattere di eccezionalità ed imprevedibilità. Quindi sarà il ministro o gli addetti ai lavori all’interno della Presidenza del consiglio dei ministri, a decidere dove assegnare i fondi. Con questa misura, voluta fortemente dal M5S, migliaia di enti locali avrebbero potuto, nonostante i tagli del Governo, eseguire interventi non più rimandabili di messa in sicurezza delle scuole. Ma l’Esecutivo renziano sembra dimenticare che la scuola italiana cade letteralmente a pezzi poiché un terzo degli edifici è ospitato in edifici vetusti e le cronache quotidiane raccontano di intonaci crollati, presenza di amianto, tetti da rifare e impianti non funzionanti. Lo raccontano i dati Censis: in circa 24.000 istituti gli impianti (elettrici, idraulici e termici) non funzionano, sono insufficienti o non sono a norma.

Gli stessi deputati del Pd – conclude il deputato bitontino 5 Stelle – avevano appoggiato questa misura nel dicembre del 2013, rivendicandone addirittura la paternità, ma adesso sono stati costretti ad accettare in silenzio le modifiche. Alle opposizioni è stata addirittura posta la tagliola per limitare le proposte emendative e la discussione”.

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