La Mostra, che proviene da Vercelli, abbraccia un periodo storico che va dalla metà del 1800 fino al 2006 e ricostruisce un secolo di calcio attraverso le imprese della Nazionale, i suoi miti e le sue leggende.

Oltre 200 i cimeli esposti, a cui saranno affiancate, per dare una visione storica completa, alcune riproduzioni ricostruite fedelmente sulla base dei cimeli originali, come ad esempio la Coppa Rimet andata trafugata e mai più ritrovata negli anni Ottanta in Brasile. Un grande e unico affresco dove si potranno ammirare uno dei primi palloni arrivati in Italia alla fine del 1800, i due palloni della finale del Mondiale del 1930 (la pelota argentina e il Model T), il “Federale 102” del 1934 fino alle due versioni del Teamgeist del 2006.

Il percorso sarà supportato da magliette, tute da gioco, scarpini, accessori tecnici oltre a circa 130 tra giornali e riviste originali che consentiranno di confrontarsi con l’evoluzione del linguaggio della stampa sportiva in oltre cento anni. Molte le curiosità, dalle tessere federali dei primi del ‘900, alla carta intestata del Mondiale del 1934, ai biglietti di ingresso delle Olimpiadi del 1936 e dei Mondiali del 1938, alla contrattualistica dei giocatori durante il ventennio, alla corrispondenza tra le Linee Costa e i principali protagonisti (Stampa, federazione) per l’organizzazione del viaggio via Nave per i Mondiali del Brasile nel 1950 all’indomani della tragedia di Superga.

La Mostra rappresenta anche un momento di incontro per stimolare, attraverso la storia, la cultura e i valori del calcio una maggiore sensibilità verso temi contro la non violenza, il razzismo, l’integrazione rivolta soprattutto ai più giovani. “Il calcio è vita: nessuna violenza, nessun razzismo” sarà il tema conduttore di questi incontri a cui parteciperanno, di volta in volta, operatori del calcio e della cultura.

Dopo Vercelli e Taranto, il tour della mostra proseguirà a Bari, Cava dei Tirreni, Rimini e Udine a fine giugno.