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Con la presente i sottoindicati partiti intendono sottoporre alla Sua attenzione una questione di rilevante importanza in vista delle imminenti consultazioni amministrative del 25 maggio p.v. che si svolgeranno a Carosino.” Comincia così la lettera inviata al Prefetto di Taranto da Giuseppe Marinelli, Massimiliano Cinque e Antonio Giannone, rispettivamente segretari cittadini del PD, SEL e PRC di Carosino, che scrivono:  “Premesso che:
– Il 13 agosto 2013 quattro consiglieri di minoranza e quattro consiglieri di maggioranza in seno al Consiglio Comunale di Carosino firmarono le proprie dimissioni, commissariando di fatto il Comune di Carosino;
– Il Testo Unico per gli Enti Locali prevede, all’art. 41, che la Commissione Elettorale Comunale (CEC) rimane in carica anche laddove il comune sia commissariato.

In merito occorre rilevare che i membri della CEC hanno come requisito fondamentale quello di essere consiglieri comunali, ma, per quanto riguarda il Comune di Carosino, i membri in carica, in realtà hanno volontariamente, con le dimissioni, cessato delle loro funzioni rappresentative in seno all’organo consiliare, con ciò perdendo quel requisito. Inoltre, uno dei membri ha addirittura dato le dimissioni dal partito come esponente del quale era stato eletto nelle precedenti elezioni amministrative.

Tale situazione anomala – scrivono ancora i tre segretari – fu rilevata dalla V Sezione del Consiglio di Stato, che con sentenza n°51 del 23 gennaio 1972, affermò che poiché l’art. 12 del d.P.R. 223/1967 dispone che il Consiglio comunale elegge la Commissione elettorale comunale “nel proprio seno”, quando uno dei componenti la C.E.C. si dimette da Consigliere comunale, o è dichiarato decaduto, automaticamente decade anche dalla Commissione stessa, né, nel caso, può trovare applicazione il principio della prorogatio. Difatti il Servizio Elettorale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con protocollo n°23578 del 19 ottobre 2010 dava seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, facendo di fatto decadere tutte le CEC dei comuni retti da Commissario Prefettizio;

– Il problema, oltre ad essere giuridico, è soprattutto morale ed etico.Il Comune di Carosino si appresta ad eleggere il nuovo Consiglio Comunale ed alla tornata elettorale partecipano ben 5 liste. La CEC è attualmente formata da tre membri, presenti come candidati solamente in due liste, che dovranno nominare ben 24 scrutatori.

Quindi, – evidenziano nella loro lettera al prefetto di Taranto Giuseppe Marinelli, Massimiliano Cinque e Antonio Giannone – considerando che i membri della CEC sono tutti candidati nella prossima tornata amministrativa – ma solo all’interno di due liste su cinque (uno addirittura candidato sindaco) – non si avrebbe un’ equa rappresentanza all’interno delle sezioni elettive e si potrebbe addirittura sospettare un voto di scambio.
Tutto ciò premesso – conclude la lettera – chiediamo il Suo intervento tempestivo, affinchè il Commissario Prefettizio, presidente della CEC, alla riunione convocata per il prossimo 28 aprile, si adoperi per salvaguardare la correttezza della tornata elettorale, eventualmente provvedendo a che la CEC proceda con lo strumento del sorteggio all’individuazione degli scrutatori e che successivamente la stessa ratifichi la loro nomina, come prevede la legge.”