«Dopo circa dieci mesi, dalle nevicate eccezionali che hanno colpito il nostro territorio, finalmente gli agricoltori di Brindisi e di Taranto potranno essere risarciti per i danni subiti.» Lo rende noto di Gesué Alessandro, Responsabile territoriale UGC CISL Taranto Brindisi.

«Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf) – spiega l’esponente della Unione Generale Coltivatori – ha, infatti, emanato il “Decreto di declaratoria eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nei territori della Regione Puglia dal 5/1/2017 al 12/1/2017”, con lo stanziamento di 250 milioni per risarcire gli agricoltori pugliesi danneggiati.
La Ugc Cisl Taranto Brindisi, al pari di tutta la Ugc della regione e del nostro presidente Giuseppe Scorrano, è al fianco degli agricoltori colpiti dalla calamità atmosferica, per offrire loro le nostre competenze ed i servizi per la compilazione delle domande, da consegnare ai comuni di appartenenza entro il 7 dicembre p.v.
I comuni del brindisino che rientrano nel decreto sono: Brindisi, Carovigno, Ceglie Messapica, Mesagne, San Pietro Vernotico e Torre Santa Susanna.
I comuni del tarantino sono: Taranto, Castellaneta, Crispiano, Ginosa, Laterza, Massafra, Mottola, Palagianello, Palagiano, Statte.

Siamo consapevoli del fatto che diversi altri comuni non vi rientrino, per cui i rispettivi agricoltori non potranno usufruire dei fondi stanziati dal Mipaaf, nonostante esistano documentazioni attestanti i danni effettivamente ricevuti.
E’ per questo che come Ugc Cisl sosteniamo l’opportunità che nessuno dei comuni dei territori di Taranto e di Brindisi, colpiti di fatto dalle nevicate, venga escluso dal decreto in questione e che, viceversa, si faccia fronte a tutte le domande di risarcimento altrimenti destinate a rimanere insolute.

Auspichiamo, frattanto – conclude Gesué Alessandro, che la tempistica di tali risarcimenti abbia iter brevi e non tortuosi, così da non danneggiare ulteriormente chi già ha perso raccolti importanti e reddito; inoltre, che il beneficio possa coinvolgere non solo i coltivatori diretti ma anche le aziende agricole individuali che assumono manodopera