Dal 31 maggio definitivamente accantonate le Borse Merci dopo 105 anni di storia.

Le cinque Commissioni Uniche Nazionali attualmente istituite inizieranno i lavori dando avvio concreto alla riforma decisa con un emendamento del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) al decreto 51 del 2015, poi tramutato nella legge 91/2015, e che riprendeva il testo della sua proposta di legge del novembre 2014. Le vetuste Borse Merci, regolamentate sinora da un regio decreto del 1913, lasceranno spazio alle CUN che rispetteranno nuove disposizioni, come suggerito più volte dalla stessa normativa Antitrust. In attuazione di quanto previsto dal Direttore Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del Ministero dello Sviluppo economico, sono state definite le date delle prime riunioni di insediamento di ciascuna delle cinque CUN istituite. Si parte il 31 maggio a Mantova con la CUN Suinetti e la CUN Suini da Macello, il successivo 1° giugno a Parma con la CUN Grasso e Strutti e la CUN Tagli da carne suina fresca e poi l’8 giugno con la CUN Conigli vivi da carne da allevamento nazionale a Verona.

Finalmente si supera una legislazione vetusta e questa nostra battaglia, condotta sin dall’inizio della scorsa Legislatura, diventa realtà – commenta Giuseppe L’Abbate, deputato 5 Stelle – Alle CUN è affidato il compito di formulare indicazioni di prezzi sulla base di indici sintetici oggettivi sui fondamentali di mercato (import, export, produzione, andamento dei consumi). L’obiettivo è quello di rendere più chiaro il meccanismo di definizione dei prezzi alla produzione, introducendo un maggiore grado di concorrenzialità nelle contrattazioni e un ancoraggio ad indicatori di mercato oggettivi.

Solo in questo modo – prosegue L’Abbate – si riuscirà ad eliminare la divaricazione tra prezzo all’origine, prezzi all’ingrosso e prezzi al consumo, dando vita ad una contrattazione reale sulla fissazione del valore economico dei prodotti e compatibile con i principi della concorrenza. Mi auguro che presto vengano istituite nuove CUN, soprattutto per quei prodotti per cui negli ultimi anni si sono verificate proteste come il grano duro, la cui sede naturale è Foggia”.

In Puglia dovrebbero essere interessate dalla riforma le borse di Bari (dove oggi sono quotati grano duro e tenero, orzo, avena, ceci, lenticchie, piselli proteici, favino, lupino, mandorle, ortaggi, frutta e fiori) e Foggia (grano duro e tenero, orzo, avena, ceci, favino, piselli proteici, fieno, uva da vino, olive da tavola e da oleificazione, mandorle, ortaggi, frutta, bestiame da allevamento ovvero suini, ovini e caprini, bestiame da macello, pelli, uova, latte alla stalla di vacca, bufala, pecora e capra, pollame e conigli, lana) ed il borsino dei cereali di Altamura (BA).