In alcuni istituti scolastici di Grottaglie è di nuovo allarme pidocchi. Ad aggravare il problema è spesso l’atteggiamento reticente di alcuni genitori che, resisi conto della presenza degli sgraditi ospiti tra i capelli dei loro bambini, per negligenza o per un malcompreso senso di vergogna tacciono e non segnalano il problema agli operatori scolastici.

Accade che un genitore, accortosi dei pidocchi sulla testa del figlio/a, curi il problema in casa, recandosi in farmacia ad acquistare i trattamenti necessari, senza dire nulla a nessuno, oppure c’è chi fa il suo dovere, portando il piccolo in visita dal pediatra di famiglia, il quale, dopo aver attestato la presenza dei parassiti, notifica il problema alla ASL e consegna ai genitori un certificato che attesta la peducosi in corso, certificato che a sua volta il genitore deve consegnare a scuola, celando i dati personali dell’alunno, come da privacy. Questo prevede la attuale normativa sanitaria vigente, diversa rispetto al passato, ove era il medico che si recava negli istituti scolastici a visitare ipotetici casi di pidocchi. Mancanza di attenzione e cattiva informazione che portano a implicazioni sociali non indifferenti come nascondere la realtà invece di avvisare il corpo docente scolastico e la pediatra per prevenire il problema che si presenta almeno due volte l’anno: alla riapertura delle scuole (dopo la pausa estiva) e tra l’inverno e la primavera, senza escludere i luoghi di incontro come catechismo,palestra,ecc..

Un problema che interessa soprattutto la fascia scolastica, nei bimbi dai 3 agli 11 anni circa, e in particolar modo, le femminucce che hanno un modo più pacato e tranquillo di giocare, stando vicine e composte, a differenza dei maschietti che spesso hanno un modo più vivace e movimentato di stare insieme senza accostare le teste. Basti pensare che il pidocchio passa da una testa all’altra nel giro di 30 secondi! In un attimo! Il pidocchio lo si trova soprattutto nei capelli puliti annullando quindi, un antico quanto sciocco pregiudizio riguardo al fatto che chi è sporco ha i pidocchi: credere a questo luogo comune porta a tacere la comparsa dei pidocchi per imbarazzo, crescendo quindi l’eventualità di contagio. Patologia, la pediculosi, certo non preoccupante, considerando che si cura tranquillamente con uno shampoo ma che porta disagio,nervosismo e momenti di ansia per chi ha questi “grattacapi” e per gli altri componenti della famiglia. Importante ricordare che la prevenzione non serve in nessun caso, quindi evitare di applicare prodotti dai componenti di base chimici sulla cute dei nostri piccini in quanto tossici per gli stessi. Non acquistare prodotti coadiuvanti in farmacia alla comparsa dei pidocchi ma solo prodotti che riportano la dicitura “uccide i pidocchi”. E’ importante poi, per debellare totalmente il problema, il lavaggio degli effetti personali di chi prende i pidocchi (lenzuola, spazzole, peluche) almeno a 60° gradi in lavatrice oppure, se non si possono lavare ad una temperatura alta, chiudergli in un sacco e riaprirlo almeno dopo 48 ore in quanto il pidocchio si nutre del calore e del sangue umano ed in mancanza di essi muore.

Sfatiamo intanto un luogo comune: i pidocchi non prendono casa sui capelli sporchi ma,bensì,su capelli puliti e profumati in quanto, a questo parassita, piace l’ambiente pulito,non grasso e secco. Quindi, genitori, non vi affannate a lavare anche 3 volte al giorno le teste dei vostri figli con shampoo costosi o a spendere centinaia di euro in prodotti farmaceutici per prevenire la visita degli insetti insidiosi ma, piuttosto, acquistate un semplice pettine dai denti in ferro (quelli in plastica non rimuovono eventuali uova) e controllate la testa del vostro pargolo almeno due volte al mese, soprattutto vicino le orecchie e la nuca intensificando il controllo ogni due giorni per almeno dieci giorni se è entrato in contatto con chi ha o ha avuto i pidocchi. Il rimedio della nonna consiglia di lavare i capelli con acqua calda e aceto in quanto l’aceto scioglie la colla con la quale le uova restano attaccate. Ma, per prevenire e affrontare al meglio la comparsa di questi odiosi animaletti, citando un famoso detto “conosci il nemico”, ho studiato un po’ le sue caratteristiche. I pidocchi sono dei parassiti che provocano prurito nutrendosi del sangue del cuoio capelluto. Come embrione, hanno le uova (dette “lendini”), simili alla forfora, solo che queste “palline bianche” non si staccano dal cuoio capelluto facilmente, motivo per cui serve pettinare i capelli con pettini dai denti in ferro aiutandosi con del balsamo. Se li trovate staccate dalla pelle, significa che i parassiti sono già usciti e sono in circolazione.

E’ più facile individuare le uova, che sono di colore chiaro, e non il pidocchio adulto che misura circa 3 mm, di colore scuro, e ci si accorge della sua presenza in quanto è l’unica cosa che si muove tra i capelli. Il pidocchio giovane è precoce perché da 1 mm, diventa adulto nel giro di dieci giorni! Si possono avere i pidocchi e non saperlo in quanto non sempre provocano prurito o fanno in tempo a covare altre uova. Fuori dal loro ambiente naturale, i pidocchi sopravvivono 2-3 giorni, le uova,invece,circa 6 giorni. Quindi, smentiamo quest’altra credenza: i pidocchi, quando cadono dalla testa di qualcuno, sono in grado di sopravvivere almeno 48 ore quindi ancora contagiosi! Non sono in grado di volare né di saltare e la loro diffusione è data dal contatto diretto di una testa a un’altra o allo scambio di cappelli, peluche o vestiti.

Importante, quindi,il lavaggio, a temperature adeguate, degli abiti e la sterilizzazione degli ambienti in cui si vive,si gioca,si studia, motivo per cui, è bene invitare gentilmente, chi di competenza, ad essere solerte nel suo impegno quotidiano come quello di pulire,sterilizzare e rimuovere polvere dai corridoi, dal retro dei termosifoni, dalle aule e, fondamentale,una informazione aggiornata e corretta alle famiglie che devono collaborare con il pediatra e la scuola, informando immediatamente gli stessi di una eventuale comparsa dei pidocchi e non mandare i propri figli a scuola fin tanto che non abbiano iniziato un trattamento specifico farmacologico o naturale. L’iter ideale, insomma, per evitare una vera e propria epidemia è che il genitore che si accorge dei pidocchi sulla testa del proprio figlio, deve avvisare immediatamente il corpo docente scolastico e il proprio pediatra che, a loro volta, tutelando la privacy dell’alunno, avvisano preventivamente i genitori degli altri scolari che faranno dei controlli tempestivi sui loro figli e il pediatra deve avvisare l’Asl competente per i controlli necessari nell’istituto scolastico.

La soluzione migliore ai pidocchi, è risaputa: taglio corto. Fin tanto che a prenderli è un maschietto, non c’è tragicità nel farlo ma il dramma è se, a beccarli, è una graziosa bimbetta dai bellissimi capelli lunghi…..ohi ohi ohi…