«Il rogo scoppiato all’interno del Palazzo degli Uffici è un brutto segnale per la città. Dove c’è abbandono, infatti, si lascia terreno ai vandalismi e all’inciviltà che, però, devono indurre ad una pronta reazione che preveda una messa in sicurezza decorosa e una decisa accelerazione nel recupero dell’opera». Paolo Campagna, presidente Ance Taranto, interviene così a commentare l’atto vandalico che ha visto protagonista, suo malgrado, un luogo simbolo della città di Taranto.

«Il rogo – prosegue il presidente Campagna – è una sconfitta per la comunità, come lo è indubbiamente il lasciare a se stesso, preda della devastazione, un bene pubblico dal grande valore storico e architettonico: una eterna incompiuta, inserita nell’anagrafe delle Opere Incompiute stilata dal Ministero delle Infrastrutture, che si erge possente come simbolo di degrado nel cuore del Borgo di Taranto.

Come ANCE – rimarca il presidente – in passato siamo più volte intervenuti per sottolineare da un lato le criticità di un’opera che ha vissuto una storia più che decennale tormentata, scandita da ripetuti e spesso poco rituali passaggi di mano della società di progetto fino alla risoluzione della concessione, dall’altro per denunciare lo stato di abbandono e riproporre l’urgenza di intervenire per la messa in sicurezza e la salvaguardia dell’immobile. Come noto, i lavori di ripristino e valorizzazione dell’immobile, avviati dal concessionario e poi interrotti dopo un lungo contenzioso che ha condotto il Comune alla risoluzione del contratto, hanno lasciato sotto gli occhi dei cittadini un immobile privato del tetto, che ne garantiva la conservazione minima.

Il rogo ed il rischio di continue vandalizzazioni – sottolinea Campagna – riportano in primo piano l’emergenza e l’urgenza di intervenire e di mettere in sicurezza l’edificio. Al netto dei ritardi determinati dall’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti e concessioni, se il progetto esecutivo è disponibile, considerato che le linee guida sulla figura del RUP sono ormai pronte approvate definitivamente dal Consiglio dell’ANAC del 26 ottobre, è necessario che si individuino subito le adeguate soluzioni organizzative e si faccia senza indugio la gara. Affrontando, anche, una questione non secondaria: L’intervento di recupero e valorizzazione di Palazzo degli Uffici, abbandonata la strada del partenariato pubblico-privato, sarà finanziato nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo. Senza entrare nel merito della soluzione individuata – dice Campagna – constatiamo che se non si punta a promuovere il partenariato, sollecitando risorse private, per far rivivere l’immobile storico di maggior rilevanza del Borgo, come e dove si pensa di attirare investitori privati, in periferia no di certo.

Di conseguenza, per ANCE, andrebbe ridiscusso il nodo dell’utilizzo del Palazzo degli Uffici a fronte dell’investimento di risorse unicamente pubbliche: Sarebbe eticamente più giusto – spiega Campagna – riservare l’immobile a funzioni pubbliche che valorizzino il suo carattere storico e artistico, evitando di infilarvi attività profit incompatibili con una ristrutturazione realizzata con soldi pubblici, peraltro senza un confronto dell’Amministrazione con la città.

La via maestra per il definitivo recupero, in ogni caso, è per Ance incardinata all’interno del CIS: Una strada ancora lunga – conclude Campagna – ed è per questo che come ANCE chiediamo che si provveda celermente alla sistemazione di una recinzione del cantiere adeguata ad un immobile di pregio situato nell’area centrale della città, nel bel mezzo di un’area pedonale e sotto gli occhi di migliaia di cittadini e visitatori, magari inserendo un impianto di videosorveglianza a presidio della sicurezza.

Anche il decoro urbano, con soluzioni moderne ed esteticamente gradevoli, è una questione di civiltà che non si può lasciare alle sgrammaticature inurbane dei vandali di turno».