«Ogni segno rimanda a una realtà: così il gesto di benedire la Bandiera rimanda alla realtà della Patria». Con queste e altre significative parole il cappellano militare don Vincenzo Caiazzo ha benedetto la Bandiera della sezione tarantina dell’Anua (Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica) alla presenza delle massime autorità locali dell’Arma.

La cerimonia, voluta dal dott. Aldo Marturano, presidente della Sezione nonché consigliere nazionale dell’Anua, si è svolta nei locali della Scuola Volontari di Truppa presso lo storico Idroscalo “Luigi Bologna”. Erano presenti numerosi soci, alti ufficiali A.M. e ospiti .
Nel salone del Circolo Unico, la Bandiera ha fatto il suo ingresso portata dal socio Manfredonia, scortata dai soci Imperatrice e Briganti e guidata dal socio in servizio, ten.col. Giovanni Rossini. Nel salone, in attesa, oltre al pubblico, erano il presidente Anua Marturano, il segretario, gen. Domenico Rossini, il comandante della Svtam, col. Francesco Turrisi, don Vincenzo Caiazzo, e i comandanti di altri reparti: col. Leo e ten.col. Farina, Spalluto, Vella.
Il comandante Turrisi ha preso la parola per riconfermare lo stretto legame fra l’Arma Azzurra e l’Anua. .
Il presidente Marturano per prima cosa ha portato il saluto del Consiglio direttivo nazionale e del presidente gen.S.A. Mario Majorani; e ha ringraziato il com.te Svtam per l’ospitalità. .
Dopo aver citato l’Ode al Tricolore di Carducci, il consigliere nazionale ha parlato della ricchezza portata in Aeronautica dalla componente femminile, ricordando anche il libro “Ufficiale Gentildonna” del cap. Debora Corbi. Infine, ha ringraziato gli sponsor che hanno consentito la cerimonia.

Si è passati, quindi, alla benedizione della Bandiera. Il cappellano don Vincenzo Caiazzo, come scrivevamo in apertura, ha parlato della Bandiera come segno della realtà Patria: «Realtà e non concetto astratto – ha detto don Vincenzo – una realtà fatta di persone, volti, storie e sacrifici. Oggi la Bandiera – ha concluso il cappellano – rischia di sbiadirsi perché si va perdendo il senso di appartenenza ai nostri valori e alla nostra cultura. E questo ha fatto perdere senso ed entusiasmo ai giovani. Ai militari e ai più anziani tocca il compito di rinverdire questi valori».

Dopo la benedizione, il socio cav. Osvaldo Vella ha letto la preghiera dell’Aviatore e la cerimonia si è conclusa con l’Inno d’Italia.