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La riforma del ministro Franceschini ha cancellato la soprintendenza di Taranto accorpandola a Lecce e prevede per la Puglia 3 soprintendenze uniche (Foggia, Bari e Lecce). Se Dario Franceschini è il responsabile politico di questa riforma, il prof Giuliano Volpe è l’artefice materiale e tecnico, come egli stesso ha più volte ripetuto.” Lo ricorda in una lettera aperta Roberto Bellacicco, studente universitario tarantino e membro della “Associazione culturale Filonide Taranto, Museo Spartano

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Giuliano Volpe – prosegue Bellacicco – è un archeologo, ex rettore dell’università di Foggia e presidente del consiglio superiore dei beni culturali. A causa di un presunto conflitto di interessi territoriale il prof Volpe è diventato bersaglio (a torto o a ragione) di numerose critiche da parte del mondo della cultura tarantino. I tarantini, abituati a subire vere e proprie rapine da parte della regione Puglia e dello stato italiano, sono scettici e diffidenti nei confronti di chiunque si occupi di affari di casa loro. Sono i tipici sintomi della mancanza di amministratori locali autorevoli e della ormai diagnosticata cronica malattia da assenza di rappresentanza istituzionale. In questi giorni Giuliano Volpe sta rispondendo alle varie critiche mosse alla riforma della soprintendenza sul suo sito web e su alcuni social network tra le quali quelle che lui definisce “rivendicazioni campanilistiche”. Le associazioni hanno provato più volte a spiegare a Franceschini e Volpe che la soprintendenza archeologica di Taranto è tra le più antiche ed importanti di Italia e il patrimonio che tutela è tra i più rilevanti del Sud Italia.
Ma Franceschini e Volpe hanno sempre respinto queste affermazioni spiegando quali siano stati i criteri che hanno portato alla organizzazione delle soprintendenze italiane (il primo in commissione cultura, il secondo sul suo sito web e su fb). I due criteri principali sono stati: a) popolazione delle province (numero di abitanti)b)geografia delle regioni. Nel caso di Taranto è stato aggiunto in terzo criterio: c) La presenza del museo MarTa come parametro di esclusione della soprintendenza

E’ stato più volte ribadito – afferma Robero Bellacicco – che l’utilizzo di questi criteri sia un ottimo motivo per ribattezzare questa riforma come “Il manuale Cencelli dei beni culturali” perchè di fatto sono criteri indipendenti dalla effettiva presenza di beni culturali nei territori.
Quello che Giuliano Volpe e Dario Franceschini evitano di dire è che questi criteri siano stati applicati alla lettera in alcune regioni (Puglia) e in maniera più lasca in altre (Toscana) di fatto utilizzando due pesi e due misure. Proviamo ad applicare i 3 criteri utilizzati da Franceschini/Volpe (criteri che comunque lo scrivente non condivide) nel caso Taranto. Anche applicando questi criteri Taranto meriterebbe comunque la soprintendenza unica.

1)CRITERIO DEMOGRAFICO, GEOGRAFICO e STORICO.
-COSA DICONO VOLPE E FRANCESCHINI
In Puglia ci è sembrato equilibrato assegnare le soprintendenze uniche sulla base della geografia, della demografia e della storia pugliese. Nel nord Foggia (Daunia), al centro Bari (Peucezia) e al sud Lecce (Messapia). Gli stessi parametri sono stati utilizzati nel resto di Italia.
-RISPOSTA
Questi parametri, osservati in maniera ferrea in Puglia, non sono stati utilizzati nel resto di Italia. Emblematico il caso della Toscana dove sono state istituite 4 soprintendenze uniche (Lucca, Pisa, Firenze, Siena)Andate sulla cartina geografica. Lucca è a due passi da Pisa (20 km) e l’area di competenza della soprintendenza unica di Lucca (provincia di Lucca + Massa Carrara) ha un numero di abitanti pari alla sola provincia di Taranto. Aggiungo inoltre che la Puglia ha 300.000 abitanti in più della regione Toscana. Di fatto in Toscana non sono stati applicati i criteri (popolazione e geografia) che sono stati utilizzati in Puglia. Perchè? Sarebbe interessante chiederlo a Volpe.

Probabilmente Volpe risponderà che a Lucca/Massa Carrara le caratteristiche del patrimonio culturale (archeologico + paesaggistico + belle arti) sono tali da meritare una soprintendenza ad hoc. Siamo d’accordo. Ma lo stesso identico ragionamento deve essere fatto per Taranto che per le caratteristiche del suo patrimonio culturale merita allo stesso modo una soprintendenza ad hoc. I parametri di carattere storico utilizzati sono incredibili. Volpe e Franceschini parlano di Daunia, Peucezia e Messapia dimenticando TOTALMENTE il territorio della Magna Grecia che ha avuto come fulcro proprio Taranto e che è stato di gran lunga il periodo di maggiore fioritura culturale dell’Italia pre-romana. Ricordo infatti che il patrimonio culturale tarantino non è rappresentato solo dall’archeologia classica.
L’intera provincia di Taranto è disseminata di siti di interesse storico, monumentale e paesaggistico che meritano tutela.
G. Volpe sa che a Taranto è presente un dolmen di epoca preistorica?
G. Volpe conosce l’incredibile patrimonio delle gravine e delle masserie?
G. Volpe conosce le chiese rupestri tarantine?
G. Volpe sa che a Taranto è presente un campo di prigionia risalente alla seconda guerra mondiale perfettamente conservato?
Potrei continuare per ore ma andiamo avanti…

2)QUESTIONE MarTA
-COSA DICONO VOLPE e FRANCESCHINI
A Taranto c’è il MarTa con un dirigente di secondo livello del Mibact. Quindi per una questione di equità è giusto avere a Taranto il Museo e a Lecce la soprintendenza unica.
Il MarTa è stato inserito fra i 20 musei autonomi pur non avendo un numero alto di visitatori
-RISPOSTA
Se in un ospedale c’è un cardiologo e nessun ortopedico non è accettabile non assumere nessun ortopedico perchè c’è già un cardiologo. Il motivo è intuibile: cardiologi e ortopedici fanno lavori diversi e hanno responsabilità diverse. In un ospedale servono entrambi perchè ci sono sia pazienti cardiologici che ortopedici.
E’ la stessa cosa per Museo e Soprintendenza. Il museo si occupa dell’allestimento museale, la soprintendenza della valorizzazione e tutela dei siti culturali presenti nel territorio. Museo e soprintendenza unica hanno compiti e responsabilità DIVERSE quindi dire che non si può avere la soprintendenza perchè c’è il Museo non è una argomentazione valida se non in un’ottica campanilistica politico-elettorale. Taranto ha bisogno sia del Museo (istituito alle fine dell ‘800) che della soprintendenza unica (quella archeologica istituita nel 1907) perchè la consistenza del suo patrimonio (non solo archeologico ma anche paesaggistico e monumentale) richiedono la presenza di entrambi.

Surreale – afferma ancora Roberto Bellacicco – la tesi secondo la quale il ministero ha fatto un favore a Taranto promuovendo il MarTa pur senza un numero alto di visitatori. Lo stato italiano deve valutare i beni culturali sulla base della loro importanza non sulla base dei visitatori (che a Taranto sono comunque in costante aumento negli ultimi anni). Se dovessimo utilizzare questo metodo di ragionamento allora dovremmo istituire un museo autonomo nel Parco giochi di Mirabilandia, tra i siti più visitati di ItaliaTaranto merita un museo autonomo perchè la sua collezione è di bellezza ed importanza UNICA al mondo e merita una soprintendenza perchè il suo patrimonio culturale è di rilevanza INTERNAZIONALE

Al prof Giuliano Volpe – conclude Roberto Bellacicco – ripeto che non ci sarebbe nulla di male nell’ammettere di aver commesso un errore e modificare la riforma dopo essersi confrontato con il territorio. Sarebbe prova di grande onestà intellettuale e professionale e allontanerebbe dalla sua persona le critiche che stanno piovendo addosso in questi giorni anche da autorevoli esponenti del mondo scientifico internazionale. Tutti avrebbero da guadagnarci nell’istituire una soprintendenza unica a TarantoI beni culturali, la storia e la dignità di un territorio sicuramente. Ma probabilmente anche l’immagine del ministro e dei dirigenti del ministero.”

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