«Va bene difendere il lavoro e le sacrosanti ragioni della salute, ma vogliamo che il lavoro difeso non sia soggetto ad alcun ricatto e che per primi gli operai della grande fabbrica possano tornare nelle loro case così come ne sono usciti.» Cosi il presidente nazionale dell’ANMIL (Associazione Nazionale lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), Franco Bettoni nel corso dell’iniziativa che ieri sera (11 dicembre) ha consegnato nelle mani di circa cento corsisti gli attestati di frequenza per i due corsi indetti da ANMIL e dal suo ente di formazione, l’IRFA.

«Per tale ragione – ha proseguito Bettoni – in questo delicato momento per la vertenza ILVA richiamiamo l’attenzione dei commissari governativi per le tutele da porre in atto per quanto riguarda le aree da bonificare e il Governo e gli Enti locali per le questioni che attengono alla salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori nei confronti della nuova azienda acquirente.»

«Ci siamo posti un problema – ha detto Emidio Deandri, presidente dell’ANMIL Taranto – assicurare il reinserimento delle persone infortunate nel mondo del lavoro, perché siamo i testimoni viventi di quello che può accadere quando si perde di vista l’obiettivo sicurezza in luoghi ad alto rischio come una fabbrica di grandi dimensioni

Bettoni nel suo intervento poi fa riferimento alla fase delle trattative che riguardano il dialogo tra Governo e Enti locali in riferimento proprio al futuro dell’ILVA: «Da ente che si occupa di tutele e di categorie sensibili chiediamo che il dialogo tenga conto di chi ogni giorno in quella fabbrica mette a rischio la propria incolumità fisica o la propria salute – ha spiegato – per tale ragione consideriamo certamente un passo in avanti l’inserimento all’interno dell’ordine del giorno della riunione prevista per il prossimo 20 dicembre, il capitolo relativo all’introduzione della Valutazione del Danno Sanitario per chi è in fabbrica e per chi è fuori.»

«Dieci giorni fa eravamo a Torino a ricordare i morti della Thyssen – spiega il senatore Giovanni Battafarano, padre della Legge 68 del 1999 sulle Norme per il diritto al lavoro dei disabili – segno di come la sicurezza nei luoghi e nelle procedure di lavoro è una conquista che va confermata e rinnovata continuamente, perché abbiamo buone leggi ma ancora poco applicate.
Dunque la formazione resta un elemento imprescindibile per la nuova generazione di lavoratori.»

«Abbiamo una platea che oggi ha più consapevolezza – commenta Deandri, riferendosi al corso che ha formato nuovi ASPP e RSPP (Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione e Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) – e di questa consapevolezza ce n’è particolare bisogno proprio nella città con alcune delle più importanti realtà industriali del paese, affinché si possa finalmente riaffermare la cultura della sicurezza in uno scenario in cui purtroppo in Italia aumentano i casi di invalidità parziale o permanente per cause connesse al lavoro

Nel corso della manifestazione coordinata dal progettista dei corsi il dott. Nunzio Leone sono stati consegnati gli attestati di frequenza anche ai corsisti per l’area social media e informazione digitale.