Il decreto attuativo per il bonus mobilità è stato registrato domenica scorsa alla Corte dei Conti e sabato 5 settembre sarà finalmente pubblicato in Gazzetta ufficiale, dando il via alla fase operativa della misura introdotta dal Governo Conte nel Decreto Rilancio.

Cos’è il bonus Mobilità

Il buono mobilità è un contributo pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500 per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (ad es. monopattini, hoverboard e segway) ovvero per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.

Il rimborso avverrà in due fasi: in una sarà il cittadino ad essere rimborsato del 60% della spesa; nella seconda il cittadino paga al negoziante aderente direttamente il 40% e sarà il negoziante aderente a ricevere il rimborso del 60%. Il rimborso avverrà nei limiti delle risorse disponibili.

Possono usufruire del buono mobilità per l’anno 2020 i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti).

Le Città metropolitane sono 14: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia. L’elenco dei Comuni appartenenti alle suddette Città metropolitane è consultabile sui relativi siti istituzionali. Per la popolazione dei Comuni si fa riferimento alla banca dati Istat relativa al 1 gennaio 2019.

Il buono mobilità può essere richiesto una sola volta e per l’acquisto di un solo bene o servizio tra quelli di seguito elencati: biciclette nuove o usate, sia tradizionali che a pedalata assistita; handbike nuove o usate; veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, di cui all’articolo 33- bis del DL 162/2019, convertito con modificazioni dalla legge 8/2020 (es. monopattini, hoverboard, segway); servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.

Possono essere acquistati veicoli usati per la mobilità personale e bici usate, per i quali è comunque necessario ottenere una fattura fiscale. Per la fase 1 puoi acquistare la bici o il veicolo per la mobilità personale in qualsiasi negozio. Basta che venga rilasciata la fattura. Nella fase 2, sulla piattaforma che sarà rilasciata e comunicata attraverso il sito del Ministero dell’Ambiente (www.minambiente.it) sarà pubblicato l’elenco di tutti i negozianti aderenti all’iniziativa.

Portale online a novembre

Il portale dedicato dovrebbe essere operativo da novembre. L’accesso avverrà tramite il sito del ministero dell’Ambiente e si potrà effettuare la richiesta del bonus sotto forma di rimborso (per gli acquisti già effettuati dal 4 maggio 2020, caricando online la fattura o lo scontrino “parlante”) oppure per ottenere un voucher elettronico da presentare in negozio entro il 31 dicembre 2020 per beneficiare dello sconto diretto per acquisti ancora da effettuare.

“A disposizione 210 milioni di euro”

A disposizione per questa misura ci sono ben 210 milioni di euro, raddoppiando quasi i fondi iniziali con un’intesa tra Governo e Parlamento – dichiara il deputato Emanuele Scagliusi, capogruppo M5S in Commissione Trasporti alla Camera – Dopo un lavoro agostano a pieno ritmo che ha superato gli eventuali intoppi amministrativi, si giunge finalmente alla pubblicazione in Gazzetta che rappresenta un ulteriore fondamentale tassello verso l’operatività del bonus mobilità: dal 5 settembre partiranno i 60 giorni necessari alla società per finire il portale e per assicurare la possibilità di utilizzare queste risorse aggiuntive che, grazie ad un assestamento di bilancio, saranno subito operative. Rassicuriamo, dunque, i tanti che hanno acquistato o intendono acquistare una bicicletta o un altro veicolo elettrico per la mobilità personale ancora un po’ di pazienza e si potrà concludere l’iter. Intanto è importante dotarsi di Spid e conservare fattura di acquisto o scontrino parlante”.

“Abbiamo fortemente voluto questa misura, tanto da rimpinguarla con nuovi fondi, perché – conclude Scagliusi  – contribuisce da un lato a ridurre il traffico automobilistico e dall’altro decongestiona i veicoli del trasporto pubblico, la cui capienza è ridotta per garantire il distanziamento imposto dalle norme anti-Covid19. Mi auguro che i pugliesi colgano questa opportunità, modificando il proprio modo quotidiano di spostarsi nel proprio comune”.