«La soppressione e la conseguente unificazione dei 4 consorzi commissariati previsti nel piano di riodino dei Consorzi di Bonifica, anche se nell’ottica di una logica di razionalizzazione, tende ad un depotenziamento delle finalità della precedente proposta di riordino. » A lanciare l’allarme è Cosimo Borraccino, consigliere regionale di Sinistra Italiana.

«In particolare – aggiunge Borraccino, oltre a quelle previste nella proposta del Disegno di Legge n. 146 del 04.08.2016, vanno attribuite funzioni che disciplinano le modalità di intervento pubblico nel quadro generale del PSR e dei programmi nazionali che interessano lo specifico settore; la disciplina in materia di difesa del suolo come l’assetto idrogeologico, la sistemazione idraulico-forestale, la bonifica e la lotta alla desertificazione e all’ inquinamento idrico, come già proposto nella Legge Regionale n. 4/2012.
Servirà chiarezza sul principio alla base del Tributo n. 630 che dovrà essere inteso solamente in ragione dei benefici conseguiti e solo in presenza delle opere di bonifica, ivi compresa l’opera di manutenzione. Il costo infatti deve ricadere sui reali beneficiari di opere di miglioramento e non sulla fiscalità generale.
In passato, scelte politiche miopi hanno svuotato di valenza e significato il tributo stesso, penalizzando fortemente i consorzi stessi.

Riguardo al “Personale dei Consorzi soppressi” ci preocuppa l’idea di parlare già aprioristicamente di esuberi, noi pensiamo che l’assenza ingiustificata dell’adozione del P.O.V. (Piano di Organizzazione Variabile), contrattualmente previsto ed adeguato a definire l’organizzazione del personale, nella nuova formulazione, dovrebbe evitare una discussione tutta incentrata sugli esuberi e tarata su un modello di Consorzi svuotati di competenze, ma dovrebbe tendere a traguardare obiettivi di salvaguardia dei livelli occupazionale in un processo di crescita delle professionalità.
Riguardo alla Riorganizzazione amministrativa e contabile, riteniamo necessario superare velocemente la fase commissariale per garantire l’autogoverno democratico degli agricoltori dei Consorzi.

Rileviamo che per il personale a tempo determinato, utilizzato storicamente per le varie attività, nella proposta di riforma non si accenna alla soluzione occupazionale, in netto contrasto con la precedente proposta di riforma che prevedeva l’impegno della Regione a superare il problema con percorsi di ricollocazione e stabilizzazione del personale stesso.

Sempre per ciò che concerne le risorse umane – conclude Borraccino – sarebbe necessario un approfondimento sulle “convenzioni”; cioè chiarire quale sia il concetto reale per esempio in caso di trasferimento delle funzioni ad altro soggetto, detto trasferimento deve chiarire quali siano le implicazioni in materia di lavoro e sulle norme degli appalti e, soprattutto, chiarire che trattasi di impegno di tipo strutturale ed organico.
Su questo vogliamo cimentarci per migliorare la legge.»