«Presentata questa mattina in conferenza stampa la mozione per la riapertura dei Pronto Soccorso dell’ospedale Moscati di Taranto e dell’ospedale San Marco di Grottaglie.» Lo dichiarano i consiglieri regionali Mino Borraccino e Renato Perrini.

«Una necessità impellente per il territorio tarantino – prosegue la nota bipartisan – già normalmente in sofferenza. Ci facciamo portavocece dei tanti cittadini e dei comitati per la difesa della Sanità pubblica pugliese, questi ultimi presenti con alcuni rappresentanti questa mattina in conferenza stampa, per questa battaglia per il diritto fondamentale alla salute. Sono oltre 7500 le firme raccolte in poche settimane, nella provincia jonica, durante le manifestazioni organizzate spontaneamente, a testimonianza del grave disagio che si vive a Taranto nel momento in cui si ha bisogno di assistenza sanitaria.

Ribadiamo il nostro giudizio fallimentare sull’intero Piano di riordino ospedaliero, frutto di scelte di politica sanitaria lontane dai bisogni dei territori. Non si può lasciare un bacino di utenza di circa 320 mila persone gravare unicamente sul Pronto Soccorso del S.S. Annunziata di Taranto, ormai al limite del collasso in quanto insufficiente, da solo, a far fronte alle tantissime richieste cui è chiamato a rispondere quotidianamente, per le quali anche il personale medico e paramedico è sottoposto a continuo stress. I cittadini devono poter ricevere la tempestiva assistenza e non essere costretti a tempi di attesa incompatibili con gli standard di un Paese civile. Confidamo in una celere calendarizzazione della nostra mozione. Preannunciamo una nuova conferenza stampa, da tenere a Taranto, prima del Consiglio regionale che sarà chiamato a discutere della mozione per la riapertura dei Pronto soccorso del Moscati di Taranto e del San Marco di Grottaglie, alla quale inviteremo anche i sindaci dei Comuni interessati.

È importante – concludono i consiglieri regionali Mino Borraccino e Renato Perrini – ribadire tutti insieme la necessità di riaprire i presìdi chiusi due anni fa con la promessa della riorganizzazione dei servizi sanitari, che però sin ora ha visto operare solo tagli