«La Puglia decide di poter rinunciare a 1000 posti letto per acuti. Decisione errata!» lo dichiara in una nota il consigliere regionale Cosimo Borraccino, Presidente della II Commissione (Affari Generali e Personale) Regione Puglia.

«Chi ha proposto il varo, sbagliato, di questo Piano di Riordino Ospedaliero è più realista del Re – afferma l’esponente ionico di Sinistra Italiana. Ci spieghiamo. Il numero di posti letto per acuti previsti per l’intera regione è 11250 pari a 2,75 posti letto per mille abitanti.
E’ un numero corretto e sufficiente? Non lo sappiamo ma sicuramente rispetto a quanto prescritto dal decreto ministeriale 70 del 2015, che fissa la soglia da non superare a 3,0 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti, si è scelto di non utilizzare uno 0,25 di posti letto in più : sembra un numero piccolo ma rapportato alla popolazione pugliese si traduce in oltre 1000 posti letto in meno assegnati nella nostra regione.

Con tutti i problemi che ci sono nei nostri ospedali super affollati, con le corsie piene di barelle per posti di fortuna, a causa dei reparti saturi, con i Pronto Soccorso che letteralmente scoppiano di pazienti in attesa, il presidente/assessore decide di poter fare a meno di 1020 posti letto!
Sembra uno scherzo ma purtroppo è la verità!
Ci tocca quindi, purtroppo, ritornare a parlare di numeri in merito al Piano di riordino ospedaliero della nostra regione.

I numeri che ci interessano maggiormente – afferma Borraccino, sono quelli dei posti letto ospedalieri in rapporto alla popolazione residente: in gergo si chiamano posti letti (pl) x 1000 abitanti ed in particolare analizziamo quelli destinati ai pazienti acuti. Come abbiamo visto la previsione del Piano ospedaliero pugliese decide di poter fare a meno di 1020 posti letto per acuti!

Inoltre la percentuale della rete ospedaliera privata partecipa all’offerta totale di posti letto per acuti prevista dal Piano di riordino. Ad una prima occhiata e sicuramente in alcuni casi si potrebbe parlare di sostituzione più che di integrazione della rete pubblica.
Ovvero sempre più privato e meno pubblico!

Infine, come evidenziato dai dati per macro aree, sembrerebbe che gli oltre 1000 posti letto in meno, derivanti dalla scelta di applicare il coefficiente 2,75 in luogo del 3,00 previsto da DM 70, siano stati per la maggior parte “pagati” dalle province del sud della Puglia che scontano una percentuale del 2,56 P.L. per 1000 abitanti, parliamo di 800 posti letto mancanti nelle 3 province del sud della regione.

Per questi motivi e non solo – conclude Borraccino – abbiamo chiesto al presidente/assessore di ritirare il Piano ospedaliero per rivederlo.»