«Abbiamo protocollato due giorni fa, unitamente agli altri sei colleghi Presidenti di Commissione, una richiesta di intervento, indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Loizzo, sulla questione lavoro straordinario nel Consiglio Regionale.» Lo rende noto il consigliere regionale Cosimo Borraccino, Presidente II Commissione (Affari Generali e Personale) Regione Puglia.

«Durante l’ultima seduta della massima assise regionale – prosegue Borraccino, ho fatto apposito intervento in aula rimarcando la necessità di cambiare pagina!
Sul tema, fin da aprile, data in cui è stata emanata una circolare che sospendeva – rectius bloccava – il lavoro straordinario in Consiglio, ho più volte espresso il mio parere.
Senza tentennamenti penso che si stia commettendo un errore macroscopico nell’eliminare lo straordinario ai dipendenti di categoria B, C e D senza posizioni organizzative. Ne va del funzionamento del Consiglio regionale e sopratutto del benessere di moltissimi lavoratori e delle rispettive famiglie.

Ora – evidenzia il consigliere ionico di “Noi a Sinistra per la Puglia” – apprendo che, in aggiunta, è stata disposta la regola di anticipare o posticipare il rientro pomeridiano in occasione di sedute di Aula o di Commissione che si tengono in giornate diverse dal martedì o dal giovedì (giornate normalmente previste per il rientro settimanale), tutto ciò per evitare la fruizione del buono pasto ai dipendenti interessati al servizio, in funzione di un risparmio per l’Amministrazione regionale.

Sottolineo l’atipicità della struttura consiliare rispetto alle altre strutture regionali e, dunque, abbisognante di supporto in orari diversi e/o oltre quello previsto per la compresenza nel contratto di lavoro. Una riflessione mi giunge ed esplode: per i conti della Amministrazione regionale, i costi della retribuzione dello straordinario ai lavoratori del consiglio sono relativamente poco influenti, trattandosi di veramente poche centinaia di euro, che però nelle tasche di una famiglia, magari monoreddito, fanno la differenza e permettono di non dover affrontare le ennesime rinunce in un periodo di crisi che già prova enormemente i cittadini.

Ebbene, io voglio spendermi in questa battaglia!
Auspico determinazione da parte delle sigle sindacali coinvolte, pur se con difficoltà nei dialoghi sui tavoli che spesso vengono rinviati e dilazionati!

Io ci sono – conclude Borraccino, a fianco delle ragioni legittime di una parte del personale regionale martoriata e bistrattata, sempre più convinto che il lavoro deve garantite dignità e benessere agli uomini e alle donne, senza prevaricazioni di alcun tipo