Una croce di colore rosso tracciata su alcuni ulivi infettati dalla 'Xylella fastidiosa', il batterio che sta decimando gli ulivi del Salento, Brindisi, 24 marzo 2015. ANSA/ MAX FRIGIONE

«A proposito di Xylella, è bene chiarire che la recente sentenza europea che condanna l’Italia per i ritardi nei monitoraggi e nell’abbattimento degli ulivi infetti è relativa al periodo in cui la lotta alla Xylella era sotto la esclusiva responsabilità del Governo nazionale e dei suoi Commissari. » Lo dichiara Mino Borraccino. assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia.

«Essa infatti – prosegue Borraccino – prende a riferimento l’anno 2014 e tutto il periodo del commissariamento governativo affidato al generale Silletti.
Onde evitare spiacevoli strumentalizzazioni, va specificato che la sentenza non riguarda le competenze della Regione Puglia che, al contrario, da quando ha cominciato ad occuparsi della Xylella (gennaio 2016) lo ha fatto diligentemente, organizzando finalmente degli scrupolosi monitoraggi con mirati abbattimenti che hanno soddisfatto i Commissari Europei.
Dal 2017 infatti non sono state mosse formali critiche al nostro sistema, che anzi è stato preso come riferimento anche dagli altri Paesi europei.
La modifica delle norme nazionali, chiesta dalla Regione Puglia, ha reso necessari oltre 5.000 abbattimenti per fermare il contagio degli ulivi dalla Xylella fastidiosa.
Certo l’azione amministrativa del Presidente Emiliano su questa vicenda è stata ed è incessante.

Di contro – conclude Borraccino, ci auguriamo che l’Unione Europea, considerato anche l’impegno che la Regione Puglia sta profondendo con propri mezzi per sconfiggere l’epidemia delle piante infette, riconosca lo sforzo, venga incontro e contribuisca a risarcire i tanti olivicoltori pugliesi danneggiati dal batterio responsabile della terribile fitopatia