Cannabis

Se ne parla da un po’ di tempo, e la Puglia è in prima fila in questa iniziativa che sposa esigenze terapeutiche e possibilità economiche. Se un tempo Eugenio Finardi chiedeva di legalizzare la marijuana con una canzone diventata una sorta di inno generazionale, oggi si guarda alla questione con più pragmatismo e minori preclusioni, complice forse anche la sentenza della Corte Costituzuionale che a metà febbraio ha “bocciato” la legge Fini – Giovanardi.

Sia come sia, l’idea di tornare a coltivare la canapa legalmente si fa sempre più strada, e questa volta a lanciare la proposta è Sergio Blasi, ex segretario regionale del Partito Democratico, che ha presentato una proposta di legge per “introdurre la facoltà di sperimentare l’avvio della produzione“, indirizzata ai pazienti costretti a adoperare legittimamente l’intruglio purché sia prescritto “dal medico specialista e dal medico di medicina generale“.

Attualmente questo tipo di farmaci è importato dall’Olanda con dei costi notevoli, che vanno da un minimo di 15 euro al grammo se viene acquistato dalle ASL, sino ai 50 euro al grammo se l’acquisto è fatto da un paziente privato. Un costo a dir poco esorbitante, sia per le quantità necessarie ad un ciclo di trattamento, sia – soprattutto – perché il costo di produzione – a dire di Blasi – è al di sotto dei due euro al grammo.

Oltre al notevole risparmio economico, l’iniziativa potrebbe avere anche importanti risolti sociali, contribuendo a combattere il mercato illegale; ovviamente – si fa sapere dai promotori della iniziativa – preparazione e somministrazione dei prodotti sarebbero rigidamente regolamentati e non c’è il rischio – insomma – di trasformare la Puglia nella meta prediletta di chi cerca lo “sballo low cost”.

A dare alla proposta una marcia in più è anche la favorevole condizione climatica della Puglia, e della zona salentina in particolare in cui – sino a pochi decenni fa – ampie estensioni di terreno venivano coltivate a tabacco ed in cui quindi è facile individuare tanto le condizioni ambientali che un certo “know how” intergenerazionale per assicurare il successo della operazione.