«Gli autotrasportatori di Taranto, ben che vada, ricevono oggi il pagamento delle fatture a 90 giorni dalla loro emissione.» A denunciarlo è Giacinto Fallone, presidente della sezione autotrasportatori di Casartigiani.

«Ancora peggio – deplora Fallone, per il resto dell’appalto Ilva, dove si arriva a 120 giorni! E parliamo dell’attività corrente, parchè del passato, ovvero milioni di crediti vantati, non vi è neppure più la speranza di ottenere il pagamento in tempi ragionevoli. E il tempo purtroppo è davvero tiranno per centinaia di piccole imprese che ormai sono alla canna del gas! Ma c’è di più; non solo pagamenti in ritardo, non solo rischio concreto di perdere quanto fatturato prima del 2014, ma si aggiunge la totale assenza di prospettive per il futuro. Da un lato la riduzione della produzione d’acciaio, le difficoltà nelle gestione del siderurgico a causa delle mancate consegne da parte dei fornitori, dall’altra anche la scelta di privilegiare il trasporto via mare e l’impiego di ditte di trasporto non locali. E tutto nella indifferenza del governo; anzi, vista l’attuale gestione commissariale, con la responsabilità diretta dell’esecutivo. Altro che interesse per Taranto!

In questi giorni – evidenzia il presidente della sezione autotrasportatori di Casartigiani – si parla di un possibile ulteriore rinvio della cessione dello stabilimento a causa di contraddizioni nelle recente normativa sull’ AIA, mentre dalla Svizzera tarda ad arrivare lo sblocco dei famosi 1,2 miliardi. E’ naturale chiedersi cosa ci sia sotto! Dove si vuol andare a parare? Fino a che punto si intende mettere a dura prova la nostra pazienza? E cosa intendono fare i nostri rappresentanti nelle istituzioni?

Noi non staremo certo a guardare – conclude Fallone – e scenderemo di nuovo in piazza, ma questa volta andremo fino in fondo, non più disponibili ad accettare promesse da marinaio, chiedendo a tutta la città di unirsi a noi, perché se muore la pmi, muore tutto il territorio