aeroporto di grottaglie: Vendola e Alabrese in conferenza stampa

«Dalle informazioni che giungono a mezzo stampa in questi giorni, a proposito del cambio di destinazione d’uso dell’’aeroporto civile di Taranto Grottaglie, previsto dal nuovo piano degli aeroporti italiani, per chi ,come me conoscitore delle problematiche in questione, non può che rimanere esterefatto !!» Lo scrive in una nota il dottor Gianni Lacava, già esponente e rappresentante del Comitato Arlotta 1995, sociologo della mobilità e trasporti, nonché componente del tavolo della mobilità presso la Camera di commercio di Taranto e partecipante ai comitati pro aeroporto presenti nella provincia di Taranto.

«Il modo di comunicare del dr. Acierno – scrive Lacava, la scontatezza con cui definisce il futuro di un aeroporto che il suo predecessore ha chiesto di gestire senza discriminazione rispetto agli altri scali, sembra possa avere il consenso di chi ascolta e non lascia spazio a nessun tipo di eccezione. Il fatto che il signore goda dell’assenso di ENAC per il tramite del dr. Riggio, lo stesso Riggio che dichiarò che a Grottaglie si può giocare a bocce, non vuol dire che il fatto non sia censurabile. I ben pensanti credono che basta comporre un numero e dire che questo numero corrisponde alle presunte assunzioni in un ambito di dichiarata super specializzazione, non spiana la strada al consenso incondizionato e annullare così gli ultimi 10 anni di volgare presa in giro, su una realtà negata e non come in questo caso in ottica di future realizzazioni. Nessuno, e tantomeno lo scrivente vuole escludere che a Grottaglie possa svilupparsi quanto detto, ma il fatto è che quanto detto non necessita di essere ubicato all’interno di un aeroporto. Le attività di cui parla il dr. Acierno sono già in esercizio in altri siti, ma nessuno di questi siti è un aeroporto, dove tra l’altro esiste una società di gestione che in teoria avrebbe vinto l’appalto europeo, per gestire il volo e tutto ciò che è annesso e connesso ad esso (art. 704 cdn).

Quindi – prosegue il dr. Gianni Lacava – ritenendo atipico il progetto del presidente del distretto aerospaziale pugliese, in evidente conflitto di attribuzioni con aeroporti Puglia, non si capisce, visto che parla di vocazioni se la sua è una presenza teologica, visto che è trino: Una entità che è allo stessi tempo distretto aerospaziale , aeroporti Puglia e Regione Puglia. Infatti questo progetto è in accordo tra le tre entità e bypassando il parere dei cittadini, credono di poter imporre la loro forza politica ed espropriarci di una infrastruttura che tante città ci invidiano.

E’ anche vero che a Grottaglie hanno tolto il tribunale, in passato hanno tolto l’ufficio Enel, la Stazione ferroviaria; su tredici corse la metà sono sostitutive con i Bus. L’intercity per Milano non ferma a Grottaglie, serve solo agli studenti dell’istituto d’arte, ci hanno tolto l’esclusiva dello stesso, creandone altri in provincia. La Miccolis, servizio di autotrasporto urbano, viaggia quasi sempre vuota, ed essendo a totale costo regionale finirà per essere abolito. L’aeroporto ci è stato tolto nel 1986, quando la Regione lo ha preso in carico. Le cambiali non pagate in banca vanno da un notaio a San Marzano, e per la Soget si va a Montemesola.

Questa – conclude Gianni Lacava – è la Grottaglie del “c’era una volta“. Con una classe politica provinciale più accorta e più attaccata al territorio, tutto quanto anzi segnalato non sarebbe successo. Comunque la partita aeroporto non è chiusa e chi crede che la firma del Presidente della Repubblica sul quel pasticcio del decreto Passera- Lupi possa significare fine del discorso si sbaglia, anche se Acierno ha cominciato i lavori di sminamento. Sembra strano che lo stesso settore in esercizio ha problemi mentre altri non vedono l’ora di entrare in aeroporto!! Ed assumono. Quanti ingegneri aerospaziali abbiamo a Grottaglie disoccupati?? Ne servono almeno 500. Diversamente l’operazione si fa a Brindisi, non disse Ferrarese che il polo aeronautico era a Brindisi?? O no!»