Ho partecipato con grande interesse all’appuntamento organizzato a Milano dal CIB, che ringrazio vivamente di avermi invitato, dove erano presenti il Ministro alle Politiche Agricole, i Presidenti di Confagricoltura e di Coldiretti, oltre a tanti altri autorevoli voci nazionali ed internazionali. E’ stata una importante occasione di confronto e riflessione, in particolare sulle risposte che l’agricoltura e il gas rinnovabile sono in grado di dare ai cambiamenti climatici.” Questo il commento del deputato Gianpaolo Cassese, intervenuto alla tavola rotonda della sessione pomeridiana della due giorni organizzata nel capoluogo lombardo dal Consorzio Italiano Biogas, un evento ormai giunto alla sua quinta edizione.

Il parlamentare del M5S ha relazionato non solo in quanto componente della Commissioni Agricoltura ed Attività Produttive, ma anche in quanto imprenditore agricolo della provincia di Taranto, forte della sua esperienza personale, avendo realizzato negli anni scorsi il primo impianto di biogas agricolo in Puglia, un primato che si è tradotto in numerosi riconoscimenti sulla sostenibilità ambientale delle proprie produzioni.

“Tra le sfide che ci poniamo per la sostenibilità ambientale, la promozione del biogas agricolo può e deve essere sicuramente una nostra priorità, come d’altra parte si evidenzia anche dagli ultimi provvedimenti presi in sede di Stabilità. Di sicuro ci muoviamo in un campo articolato e dobbiamo necessariamente porci in modo prospettico, iniziando dagli impianti che orami stanno per uscire dal regime incentivante, che senza dubbio dobbiamo in qualche modo continuare a sostenere. Forse non ha più senso ragionare solo in chiave di produzione elettrica, ma dobbiamo puntare anche alla mobilità sostenibile attraverso l’utilizzo del biometano.” Così Cassese nel suo intervento mette sul piatto, senza giri di parole, questioni concrete e proposte fattibili su cui confrontarsi ed intervenire con tempestività.

“E’ necessario ragionare insieme agli attori della filiera in modo che in futuro questi stessi impianti – magari aggregandosi, magari costituendosi in consorzi – possano produrre biometano da utilizzare anche nei trattori. In questo caso l’ulteriore sostegno degli impianti a fine vita sarebbe giustificato da una effettiva decarbonizzazione del settore agricolo.
Ovviamente si tratta di lavorare sin da subito insieme all’industria dei trattori affinchè vengano resi disponibili sul mercato quei progetti innovativi che purtroppo sono rimasti per troppi anni solo sulla carta.” aggiunge Cassese, che a conclusione del suo intervento rilancia la notizia, appena divulgata dal sottosegretario Crippa, inerente il decreto ministeriale congiunto del MISE e del Ministero dell’Interno sul rifornimento di metano nelle stazioni di servizio anche in modalità self-service diurna e notturna senza presidio.

“Mi piacerebbe – auspica Cassese – che un giorno quelle colonnine erogassero biometano di origine agricola”.