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«Riprendere i temi che alcuni giorni addietro, ricorrendo la Giornata mondiale del Rifugiato 2016, sono stati al centro del dibattito comunitario può costituire occasione ulteriore per farci riflettere su come implementare e migliorare non soltanto generiche prese di coscienza ma, soprattutto, sentimenti di condivisione seguiti da impegni concreti ed esigibili verso queste persone che scappano dalle proprie terre di origine, a causa di guerre, violenze, dittature, persecuzioni, fame.» Lo scrive in una nota di Antonio Castellucci Segretario Generale della CISL di Taranto Brindisi.

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«Implacabili, come è noto – ricorda Castellucci, le cifre di questo drammatico esodo del terzo millennio: 65,3 milioni di persone in fuga nel mondo, una su 113 è richiedente asilo o sfollato interno o rifugiato, ogni minuto almeno 24 persone sono costrette ad abbandonare le proprie case, 7 mila purtroppo sono risultati i minori non accompagnati, dato registrato qualche giorno fa, anche a Brindisi dove tra i 653 migranti sbarcati, oltre a 81 donne c’erano ben 65 minori non accompagnati. Numeri allarmanti sui minori anche su scala nazionale, dove migliaia di loro sono letteralmente scomparsi e, dato ulteriormente drammatico, solo nei primi cinque mesi del 2016 si valutano complessivamente in 2.800 i morti nel tentativo o di raggiungere o di attraversare il Mediterraneo, ostaggi di trafficanti criminali.

L’Italia, che con gli altri Paesi europei sottoscrisse a suo tempo la Convenzione di Ginevra (1951) – ovvero la Convenzione dell’Onu sullo Statuto dei rifugiati – e che bene sta operando con il Migration Compact, è però messa da tempo sotto scacco sociale da un altro fenomeno strettamente legato al tema dell’immigrazione anche extracomunitaria e dell’accoglienza: l’altrettanto drammatica ed inaccettabile illegalità dello sfruttamento di manodopera, pressoché in tutti i settori produttivi.

Se ne uscirà, di fatto – evidenzia Castellucci, scongiurando emarginazioni o ghettizzazioni; favorendo per i minori, servizi strutturati di ospitalità e di protezione; operando per l’integrazione degli adulti con servizi di accoglienza efficienti e nel mercato del lavoro garantendo parità di condizioni con i lavoratori comunitari; dando impulso a politiche nazionali, regionali, territoriali, capaci di declinare insieme diritti e doveri civili; investendo nei servizi pubblici e nella crescita economica e sociale a vantaggio delle comunità, in particolare qui nel Mezzogiorno; attivando protocolli nazionali specifici come quello sottoscritto qualche giorno fa tra il Ministero dell’Interno e Confindustria per l’avvio al lavoro di rifugiati accolti in Italia; promuovendo un welfare finalizzato alla positiva convivenza multiculturale e multi religiosa nel reciproco rispetto, non sottovalutando neppure che nel 2015 il contributo degli immigrati è stato di circa l’8.7% del Pil.

Anche per queste ragioni la Cisl Taranto Brindisi è presente con il proprio Gruppo dirigente alla manifestazione nazionale unitaria organizzata dalle Federazioni Agricole ed Agroalimentari di Cisl Cgil Uil sabato 25 giugno a Bari, per sollecitare il Governo a contrastare concretamente il fenomeno mafioso del caporalato, così come lo sfruttamento di tante donne e uomini extracomunitari e comunitari che lavorano nel settore agricolo.

Taranto che con il suo porto è da non molto tempo sede di hot spot, così come Brindisi che per storia e natura è porto di accoglienza nel Mediterraneo, ci inducono come Cisl Taranto Brindisi a renderci conto sempre più dello stato dell’accoglienza sul nostro territorio: è lì – conclude la nota – che testimonieremo, nelle prossime settimane, a nome di tutti i nostri associati e ancora una volta la nostra idea di solidarietà, di integrazione e di inclusione. »

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