Arriva settembre e riprendono tutte le attività dell’anno sociale: scuola, lavoro, corsi, e immancabilmente anche le attività sportive per bambini, ragazzi e adulti.

Come ogni anno, assieme alla sottoscrizione o al rinnovo dell’iscrizione presso la struttura prescelta, (palestra, piscina, scuola di danza, ecc…ecc…) si ripropone la richiesta di presentazione del certificato medico, attestante l’idoneità fisica allo svolgimento della determinata attività.

In seguito alla nuova normativa emanata dal Ministero della Salute, in cui si conferma l’abolizione dei certificati per attività ludico motoria-amatoriale,  si è venuta a creare non poca confusione nei cittadini, anche perchè molti impianti sportivi continuano a richiederlo. Si tratta di un abuso o un eccesso di zelo? O il certificato resta in qualche modo obbligatorio?

A questo proposito il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiarisce la faccenda: le Linee guida del Ministero stabiliscono che la certificazione per le attività ludico motorie-amatoriali non sarebbe obbligatoria, al contrario invece, resta obbligatoria per l’attività sportiva non agonistica. Il certificato è obbligatorio per gli alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole al di fuori dall’orario di lezione; per chi fa sport presso società affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali ed al Coni; per chi partecipa ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.

Tuttavia, molti impianti sportivi continuano a richiedere la certificazione per chi svolge un’attività prettamente ludico-amatoriale (il nuoto libero in piscina, ad esempio, o l’uso libero della sala attrezzi in palestra, il corso di aerobica…) per motivi  legati all’assicurazione di riferimento di ogni struttura, la quale si auto-tutela e continua comunque a richiederlo in quanto il certificato per alcune attività pur non essendo più obbligatorio, resta “facoltativo”. E sappiamo bene che alla sottoscrizione dell’iscrizione presso una attività sportiva è sempre compresa una assicurazione.

A rilasciare il certificato è il medico curante, il pediatra, il medico specialista in medicina dello sport, i medici della Federazione medico-sportiva italiana del CONI. Le linee guida stabiliscono che, per ottenere il rilascio del certificato, è necessaria l’anamnesi e l’esame obiettivo con misurazione della pressione e di un elettrocardiogramma a riposo.  Inoltre il medico può prescrivere altri esami che ritenga necessari o il consulto di uno specialista.

L’intenzione della nuova normativa in merito all’abolizione dell’obbligo di certificazione sarebbe stata quella di evitare un ulteriore costo per i cittadini (perchè, si sa, il certificato ha un costo che si aggira attorno ai 30 euro), ma l’obiettivo sembra non essere stato raggiunto.