TEL AVIV, ISRAEL - JUNE 8: A lesbian couple hold hands during the annual Gay Pride rally, on June 8, 2007 Tel Aviv, Israel's most cosmopolitan city. Thousands of alternative lifestyle Israelis took advantage of the mild summer weather to celebrate sexual freedom amidst calls from Jewish, Muslim and Christian religious leaders to ban a similar rally in Jerusalem later this month. (Photo by David Silverman/Getty Images)
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La Cgil Puglia e la Cgil di Taranto sostengono l’edizione 2016 del Pride Puglia che sarà ospitato dalla città dei due mari il prossimo 2 luglio.

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La Cgil è da sempre impegnata contro l’omofobia e le discriminazioni di genere anche nei luoghi di lavoro, in favore di progetti di inclusione delle differenze di orientamento sessuale e di affermazione dei diritti civili. “È per questo motivo – affermano Antonella Morga e Giuseppe Massafra, segretaria regionale Cgil e segretario generale della Camera del Lavoro tarantina – che aderiamo e parteciperemo convintamente alla campagna e alle manifestazioni del Puglia Pride 2016.

Quella da condurre è una battaglia su due fronti: sul piano culturale, contro ogni forma di pregiudizio, omofobia e discriminazione di genere e orientamento sessuale. Sul piano normativo, affinché dopo l’importante conquista in sede legislativa sulle unioni civili, siano consequenziali le risposte delle istituzioni in termini di riconoscimento e affermazione delle tutele. L’attenzione su questi temi è impegno quotidiano ma giornate come quelle del Pride servono anche a ricordare il percorso difficile che le comunità LgbtQI hanno dovuto affrontare nel corso degli anni”.

L’appello ai #DueMaridiDiritti è accolto con grande slancio dalla CGIL di Taranto anche nell’ottica di un nuovo traguardo da raggiungere per la comunità locale.

“Iniziative come queste – spiega Giuseppe Massafra – servono a capire quanto sia importante, a prescindere dalle proprie convinzioni, approcciarsi agli altri con spirito dialogante, con l’intenzione di conoscere e apprendere. Credo che sia la più grande evoluzione culturale che questa città ha il diritto-dovere di darsi”.

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