che santo oggi
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Come fare per sapere che Santo è oggi? Molti calendari, soprattutto quelli più grandi da appendere al muro, riportano per ogni giorno di ogni mese anche il nome di un Santo.

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Questa usanza ha origine nel mondo cattolico, dove il calendario liturgico associa uno o più santi ad ogni giorno dell’anno, in modo da averne ogni giorno uno da commemorare, il cosiddetto “Santo del Giorno”.

Solitamente la data in cui si festeggia coincide con la data della morte dello stesso, in quanto la morte terrena corrisponde alla nascita in cielo. Ci sono dei santi le cui date di commemorazione sono ben note e corrispondono a vere e proprie feste, come nel caso, ad esempio, di San Giuseppe il 19 marzo.

Che santo è oggi?

Conoscere quale Santo si festeggia giorno per giorno è utile per magari rivolgere le proprie preghiere per particolari motivi o intercessioni; ognuno infatti ha un particolare dono e pregarlo può aiutare a ricevere una grazia, o protezione.

Per fare alcuni esempi ci si rivolge a Santa Lucia per richiedere particolare protezione per gli occhi e la vista, a Sant’Antonio da Padova per richiedere protezione per i bambini, ci si rivolge a San Cristoforo si sta per intraprendere un viaggio… Per ogni sfaccettatura della vita quotidiana si può trovare un santo a cui rivolgersi e farlo nel giorno della sua commemorazione è come amplificarne l’importanza.

Festeggiare l’onomastico

Conoscere il Santo del giorno è utile per meglio ricordare onomastici di familiari, parenti, amici, colleghi di lavoro. Ad eccezione dei nomi più comuni (Giuseppe, Antonio, Francesco, Rita, …) di cui ricordiamo facilmente la data di celebrazione del Santo, può essere utile sapere che santo è oggi  per non dimenticare gli auguri o una preghiera.

Al giorno dellonomastico, soprattutto al Sud Italia, si dà mota importanza; festeggiare il Santo di cui si porta il nome è un modo per commemorare, ringraziare, ma anche chiedere protezione, aiuto e conforto.

L’onomastico è la ricorrenza del santo o santa di cui si porta il nome e rappresenta una festa molto sentita in molte regioni italiane, in particolare nel Sud. A differenza del compleanno, che celebra la nascita biologica, l’onomastico ha una valenza spirituale e identitaria: celebra il legame tra la persona e il santo patrono del proprio nome.

In molte famiglie è usanza fare un piccolo dono, una telefonata o ricevere gli auguri, come gesto di affetto e devozione. Alcuni nomi sono molto comuni, come Antonio, Giuseppe o Maria, e quindi ben riconosciuti anche nel calendario, mentre altri, meno diffusi, richiedono spesso una rapida ricerca per ricordarne la data. Celebrare l’onomastico è anche un’occasione per riflettere sul significato del proprio nome e sul modello di vita rappresentato dal santo omonimo.

I Santi più venerati

Alcuni Santi vengono molto venerati in Italia, quelli di cui la maggiorate delle porsone conosce bene la data in cui ricade la solennità.

Tra i più sentiti c’è sicuramente San Giuseppe, 19 marzo, giorno anche in cui si celebra la festa del papà proprio in onore della paternità di Gesù. In questo giorno si effettua anche la benedizione del pane che poi ciascuno condividerà in famiglia.

Poi c’è S.Antonio da Padova, di cui, come per San Giuseppe, molte persone portano il nome e si festeggia il 13 giugno. ugualmente come per San Giuseppe, in questo giorno si benedice e si condivide il Pane di S.Antonio.

San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, festeggiato il 4 ottobre, è tra i santi più venerati a cui dobbiamo il meraviglioso Cantico delle Creature e la tradizione di realizzare il presepe nel periodo natalizio.

Ai vertici però si è affermato negli ultimi decenni il culto verso Padre Pio, il frate di Pietrelcina la cui immagine si trova ovunque.

Seguono poi Santa Rita, San Michele, Santa Chiara, San Giovanni Bosco e poi i Santi patroni venerati nelle città di apparenza.

In Italia, alcuni santi sono particolarmente radicati nella cultura popolare e religiosa, tanto da essere celebrati con grande partecipazione e solennità. San Gennaro, patrono di Napoli, è forse uno dei santi più amati: il miracolo della liquefazione del suo sangue è atteso ogni anno con devozione da migliaia di fedeli.

Santa Teresa di Gesù Bambino, conosciuta anche come Teresa di Lisieux, è invocata per la sua spiritualità semplice e intensa, mentre San Michele Arcangelo, legato al Santuario del Gargano in Puglia, è considerato un potente protettore contro il male. Non può mancare San Nicola, venerato a Bari e conosciuto in tutto il mondo come ispirazione per la figura di Babbo Natale: la sua figura è simbolo di generosità, carità e protezione dei bambini.

Origine del calendario dei Santi

Il calendario dei santi nasce all’interno della tradizione cristiana cattolica come strumento liturgico per commemorare la vita e il sacrificio dei martiri e dei santi che hanno testimoniato la fede con opere, insegnamenti o martirio. Fin dai primi secoli del cristianesimo, le comunità locali commemoravano annualmente la morte dei martiri sul luogo del loro sacrificio. Col tempo, queste celebrazioni si diffusero e vennero raccolte in elenchi ufficiali, dando vita a un calendario sempre più ricco di nomi e ricorrenze.

La data associata a ciascun santo è spesso quella della sua morte, considerata la “nascita al cielo”. Nei secoli, la Chiesa ha armonizzato queste commemorazioni in un calendario liturgico comune, che oggi include sia santi universali che figure venerate solo localmente.

Il significato spirituale: santi e preghiere

Nella tradizione cattolica, i santi sono considerati intercessori tra Dio e gli uomini. Si crede che la loro vita esemplare li abbia resi particolarmente vicini a Dio e quindi in grado di intercedere per chi li invoca con fede. Pregare un santo non significa sostituire Dio, ma affidarsi a un modello di vita cristiana che ha saputo vivere in pienezza l’amore divino.

Ogni santo, inoltre, è spesso legato a una specifica causa o necessità. Ad esempio, Santa Rita è invocata nei casi disperati, San Francesco è patrono degli animali e della natura, mentre San Giuseppe è protettore dei lavoratori e delle famiglie. La preghiera al santo del giorno può diventare un momento intimo di riflessione, forza e conforto spirituale.

I Santi patroni delle città italiane

Ogni città italiana ha un santo patrono a cui è dedicata una festa religiosa e popolare, che spesso si esprime con processioni, celebrazioni liturgiche e manifestazioni folkloristiche. San Gennaro è il patrono di Napoli e la sua festa del 19 settembre è uno degli eventi religiosi più sentiti del Sud Italia.

A Milano, il 7 dicembre si celebra Sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa, figura chiave della cristianità occidentale. Santa Rosalia, invece, è la patrona di Palermo: secondo la tradizione, salvò la città dalla peste nel Seicento, e ancora oggi è omaggiata con un grandioso Festino che unisce religione, cultura e spettacolo. Questi santi rappresentano non solo la fede, ma anche l’identità e l’anima delle comunità che li venerano.

Curiosità sul calendario dei santi

Il calendario dei santi è ricco di curiosità e particolarità che raccontano la varietà e la complessità della devozione popolare. Alcuni santi, ad esempio, sono ricordati in più date: è il caso di San Giovanni Battista, celebrato sia il 24 giugno (natività) che il 29 agosto (decapitazione).

Esistono anche figure venerate localmente o popolarmente, ma non canonizzate ufficialmente dalla Chiesa: si tratta spesso di beati o persone ritenute sante per fama e tradizione. Tra i nomi più particolari e meno noti troviamo Santa Dinfna, patrona dei malati mentali, e Sant’Eustachio, protettore dei cacciatori, il cui culto è ancora vivo in alcune zone rurali. Il calendario è così un mosaico di storia, cultura, fede e identità locali.

Come celebrare il Santo del giorno oggi

Celebrarne la memoria oggi può essere un modo semplice ma significativo per riscoprire un contatto con la propria spiritualità. Il gesto più immediato è quello di dire una breve preghiera al santo del giorno, ringraziandolo o chiedendo la sua intercessione. Molti scelgono di partecipare alla Messa, soprattutto se nella propria parrocchia si celebra una festa o una liturgia speciale.

Un altro modo può essere leggere la vita del santo, magari in un libro o tramite app e siti dedicati, come “Santi e Beati”. Anche un piccolo gesto di carità – una parola buona, un’offerta, un aiuto a chi ha bisogno – può diventare una forma moderna e concreta di commemorazione. Celebrare un santo significa anche cercare di imitare il suo esempio nella quotidianità.

Ogni giorno può diventare speciale se vissuto con consapevolezza. Ricordare il Santo del giorno non è solo una tradizione, ma un’occasione per fermarsi un attimo, riflettere e, perché no, riscoprire un legame spirituale che unisce passato e presente. In un mondo sempre più veloce, prendersi il tempo per una preghiera, un pensiero o un augurio di buon onomastico può fare la differenza.

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