Università nazionali e internazionali e scuole di alta formazione guardano a Taranto con interesse profondo. Di pari profondità dovrebbe essere la vergogna provata dall’università barese per il gesto unilaterale con cui chiude il corso di medicina a Taranto. “ Si apre così la dura nota con cui la Giunta Comunale di Taranto commenta la repentina chiusura del corso universitario in Medicina a Taranto.

Se si è pensato che questo dietrofront possa restare senza reazione si è compiuto un grave errore di valutazione – avverte la nota. Tutti quelli che hanno contribuito e/o gioito per la facoltà di Medicina a Taranto non potranno ora restare silenti. Al Governatore della Puglia Emiliano, le cui parole commosse abbiamo ascoltato quando ha parlato di Taranto e del legame che lo lega alla città, siamo certi non mancheranno le parole per fare sue le nostre istanze. Abbiamo memoria di tutti gli incontri e di tutto l’impegno profuso da parte sua, del nostro Sindaco e di tutti gli altri attori istituzionali.

Taranto ed i suoi ragazzi meritano molto di più di una scarna nota stampa con cui ci si dà l’arrivederci ad un prossimo futuro senza fornire nessuna motivazione. E no. Noi non ci stiamo. Saremo accanto ai nostri studenti attuali e futuri. Perché rinviare l’avvio della facoltà di medicina è un affronto troppo forte per il valore scientifico, culturale e simbolico che quella facoltà rappresenta. Chi ha pensato di liquidarci con un arrivederci non ha compreso che noi pretendiamo per la nostra comunità risposte immediate.
I rapporti tra Taranto e l’Università di Bari non possono essere minati per tutelare solo interessi del capoluogo di regione. Siamo certi che il neoeletto rettore di Bari deciderà di dare risposte adeguate, concrete e certe a generazioni di tarantini fiaccati dall’aver solo dato alla regione e alla nazione.

Siamo pronti a conoscere le sue motivazioni.

Intanto – conclude nota con cui la Giunta Comunale di Taranto – gli errori formali che sono stati compiuti dalla facoltà di medicina di Bari iniziano finalmente ad emergere. Siamo pronti e disponibili ad attendere fiduciosi che li correggano così che si possa finalmente ripartire. “