“Normalmente un uomo delle Istituzioni che esce dalla scena pubblica della politica, non partecipando all’ultima tornata elettorale, rispetta la regola del silenzio, cosa che io ho fatto. 

Ma tale regola trova il suo limite allorquando si registrano comportamenti di chi oggi rappresenta le istituzioni che, oltre ad offendere l’operato del sottoscritto, offende anche generazioni di amministratori che negli ultimi vent’anni, a partire dal Sindaco Vinci, hanno governato in modo responsabile e virtuoso la nostra Città. E per questo, a partire da oggi, sento il dovere di intervenire e lo farò anche in seguito qualora comportamenti lesivi della mia onorabilità personale e politica sarà infranta, accedendo anche ad ogni azione utile allo scopo”, con questa premessa l’ex Sindaco Ciro Alabrese replica alle accuse lanciate dall’attuale primo cittadino, domenica scorsa, sul palco in Piazza Principe di Piemonte.

Una presa di posizione ferma e decisa quella del già Sindaco Alabrese che non solo difende il suo operato ma anche quello dei suoi predecessori. Il riferimento è soprattutto all’aspetto economico e finanziario dell’Ente, del quale, D’Alò ha informato i cittadini in Piazza.

“Le dichiarazioni rese dal Sindaco Ciro D’Alò nel comizio del 5 marzo u.s. ed a mezzo stampa circa il rischio default del bilancio del Comune di Grottaglie, oltre che palesemente false, sono solo espressione di una inaccettabile strumentalizzazione politica finalizzata evidentemente a ricercare in anticipo giustificazione alla sua incapacità di amministrare. Non è assolutamente vero che ha ereditato un comune a rischio di debiti, ma è vero il contrario: ha ereditato un’amministrazione che, nonostante le notorie difficoltà degli Enti locali, ha un attivo disponibile di oltre 7 milioni come certificato nell’ultimo
rendiconto anno 2015 approvato dal Consiglio Comune con delibera n.6/2016, con la presenza dello stesso D’Alò (di cui allega copia)
. Verità questa facilmente verificabile consultando la predetta delibera accedendo al sito de Comune. Quindi, il nostro Comune presenta i conti a posto ed un avanzo di amministrazione che ben può affrontare il futuro e persino situazioni non precedibili.

Ma vi è di più. La capacità di amministrare con senso di responsabilità e oculatezza ha sempre contraddistinto le amministrazioni precedenti, compresa quella da me presieduta, tant’è che tutti i rendiconti contabili hanno consegnato significativi avanzi di amministrazione( cioè soldi disponibili per gli anni successivi e non passività pregresse) e persino tali avanzi sono
cresciuti via via negli ultimi cinque anni passando da un avanzo disponibile di circa tre milioni e mezzo nel 2010 per arrivare a oltre sette milioni nel 2015. E lo stesso risultato sarà conseguito per il rendiconto 2016, conoscendo gli atti consumati nel primo semestre del mio mandato.

Ad onor del vero un Sindaco non è mai contento di registrare una crescita dell’avanzo di amministrazione perché questo significa che si è costretti a spendere poco e non realizzare tutte le opere. Cosa che è accaduta al sottoscritto, in particolare negli anni dal 2013 al 2015, a causa del famigerato patto di stabilità che ha paralizzato gli enti nella spesa.
A partire dal dicembre 2015, quando finalmente si è allentata la morsa del patto di stabilità, il sottoscritto, con il suo governo ha subito programmato, progettato e
cantierizzato le opere che ora il Sindaco D’Alò sta inaugurando facendole proprie.

Il Sindaco D’Alò sa bene che è capitato a tutti i Sindaci e capiterà anche a lui di dover far fronte ad esisti di contenziosi che espongono i Comuni al pagamento di debiti per espropri che, considerata la notoria lungaggine delle cause, quasi sempre attraversa uno o più mandati amministrativi. Infatti, anche al sottoscritto è capitato di dover pagare debiti per sentenze relativi ad espropri degli anni 70 e 80″, commenta stizzito Alabrese.

“Insomma, nel 2016 ho consegnato la Città al Sindaco D’Alò con le casse piene ed i cantieri aperti. Allora, perchè il Sindaco D’Alò nasconde la verità e racconta falsità? Perché diffonde paure e pericoli inesistenti offendendo chi lo ha preceduto e persino la intelligenza dei Cittadini, meritevoli di conoscere le verità?”, si domanda in tono sarcastico l’ex Sindaco.