L’Italia è un Paese famoso per via di molte eccellenze legate al proprio territorio, non a caso l’export figura nella lista delle attività economiche più floride in assoluto.

È il fascino del marchio made in Italy, che piace ovunque nel mondo, e ovviamente il merito va non solo agli alimenti, ma anche a quei vini iconici che tutti conoscono e che ci invidiano. I piatti più elevati e prelibati da chefvengono accompagnati ed esaltati da vini pregiati.

Fra questi non potremmo non inserire il Barbaresco, uno dei maggiori vanti nostrani, e prodotto soltanto a Barbaresco, Neive, Alba e nel comune di Treiso. La sua è stata un’ascesa rapida e prorompente: data da ricordare il 1980, ovvero l’anno del riconoscimento come vino DOCG. Ecco perché oggi scopriremo insieme tutte le informazioni più importanti sul Barbaresco, come si beve e alcuni cenni della sua interessante storia.

Guida alla degustazione del Barbaresco

Il Barbaresco ha un gusto molto particolare, al punto che può essere considerato a ragion veduta come uno dei vini più pregiati in Italia. Partiamo però da un consiglio base: prima di tutto bisogna assaggiarlo. Se sei un appassionato, oramai in grado anche di muoverti sul web, scopri le migliori bottiglie di Barbaresco su Tannico, l’enoteca online con oltre 1 milione di bottiglie spedite in tutto il mondo.

Le caratteristiche del Barbaresco lo rendono un vino unico. Ha un color rosso molto intenso e pieno, mentre a livello olfattivo è un autentico festival fruttato e speziato. Al palato, invece, si dimostra caldo e corposo, ma mai pesante, visto che una delle sue migliori qualità è l’armonia. Bisogna poi capire come abbinarlo al meglio, per evitare brutte figure, e si può consigliare di accompagnarlo con la selvaggina, la migliore per esaltare il sapore di questo vino. Altri abbinamenti ideali con il Barbaresco? Ad esempio le portate con il tartufo, insieme agli stufati di carne, all’arrosto e alla classica quaglia.

La storia del Barbaresco

Nato e prodotto nelle Langhe del Piemonte, il Barbaresco ha una storia molto antica e interessante, visto che affonda le sue radici durante la dominazione romana. In tanti pensano addirittura che questo vino sia il vero antenato dell’attuale Nebbiolo, e alcuni carteggi datati 1799 effettivamente confermerebbero questa ipotesi. Nella storia del Barbaresco ci sono tappe fondamentali, come quella del 1966, ovvero l’anno in cui è diventato il primo DOC italiano, mentre l’attestazione DOCG giunse come detto nel 1980. Un vino per numeri 1: persino uno dei calciatori più celebri al mondo, Cristiano Ronaldo, di recente ha visitato Barbaresco e brindato con il suo vino.

La tecnica di produzione è molto particolare, in quanto prevede un periodo forzato di riposo dopo la vendemmia, la fermentazione con i rimontaggi e la svinatura. Tutto questo richiede da 12 a 24 mesi, all’interno di botti in legno di rovere o castagno. Da sottolineare che, prima della commercializzazione, passa un minimo di 4 anni fino ad arrivare ad un periodo che può superare gli 8 anni.