Cominciamo ad allestire il nostro orto in versione invernale con il ravanello. Quest’ortaggio, originario delle zone della Cina e del Giappone, viene coltivato principalmente per le radici, la parte commestibile, che possono essere di diverso colore (rosso, bianco, verde), forma e grandezza.

Si tratta di una pianta con ciclo vegetativo molto breve. La parte visibile all’esterno si presenta con delle foglie verdi coperte da una peluria sulla pagina superiore. I fiori, di colore bianco-viola raggruppati in gruppi, sbocciano già 3 mesi dopo la semina e da questi si formano dei frutti di colore rosso scuro. La pianta va seminata nel periodo invernale. Nei primi due mesi la semina deve essere effettuata in un luogo protetto. I semi andranno distribuiti il più uniformemente possibile sul terreno, evitando di spargerli troppo ravvicinati, perché ciò impedirebbe la crescita di molte piante. Si possono seminare anche a file, in questo caso è opportuno lasciare 7-8 cm di distanza tra una fila e l’altra, per favorire la crescita delle radici. In entrambi i casi si consiglia di effettuare un diradamento delle piantine lasciando solamente le più vigorose.

La pianta teme le temperatura molto elevate e le siccità: per questo motivo è opportuno irrigare frequentemente. La mancanza d’acqua di solito rende anche molto amare e piccanti le radici. Per evitare che il terreno si inaridisca troppo velocemente è necessario tenerlo sempre sgombro da piante infestanti che concorrono all’assorbimento di acqua e di sali minerali. La sua disponibilità in natura corrisponde al periodo primaverile estivo; aprile e luglio i mesi migliori per la sua raccolta anche se lo possiamo trovare sulle nostre tavole in tutti i periodi dell’anno.

I ravanelli, già conosciuti all’epoca dell’impero romano, erano impiegati per favorire il sonno, questo grazie alla presenza della vitamina B e delle sue proprietà tranquillanti. Molto note anche le proprietà depurative e diuretiche e la sua efficacia come alimento calmante della tosse e come digestivo.