“Il futuro di Taranto passa attraverso il rilancio del suo Porto e delle attività economiche che gravitano attorno a questa infrastruttura fondamentale per tutto il territorio.

E’ quanto dichiara in una nota l’Assessore Regionale Mino Borraccino. “Per tale motivo, dinnanzi a questo obiettivo strategico fortemente perseguito dal Governo regionale e condiviso anche da quello nazionale, appaiono davvero poco comprensibili le polemiche di queste ore, rilanciate anche dalla stampa, su immaginifichi complotti internazionali finalizzati addirittura a consegnare ai cinesi lo scalo marittimo del capoluogo jonico.
La realtà, infatti, è molto diversa da quella che viene dipinta da alcuni.”

“Il Porto di Taranto, per la sua collocazione geografica naturalmente proiettata verso il Mediterraneo e l’Oriente, è tornato ad essere uno snodo centrale di fondamentale importanza per i traffici commerciali, avendo anche attratto, per questo, l’attenzione di rilevanti investitori stranieri che stanno puntando sulle prospettive di sviluppo dello scalo jonico.  – prosegue Borraccino – Per questo motivo la Regione Puglia ha da tempo proposto l’inserimento di Taranto nell’ambito degli approdi della “Nuova via della seta”, il mastodontico programma di investimenti infrastrutturali che, nei prossimi anni, consentirà di rafforzare i collegamenti tra l’Europa e l’estremo Oriente.”

Il Governo regionale, infatti, ritiene che il Porto di Taranto possa rappresentare un approdo naturale nell’ambito della “Via della Seta”, in ragione del fatto che è prospiciente al Canale di Suez, ed è dotato di infrastrutture in grado di affrontare gli impegni derivanti dai significativi traffici navali previsti, oltre ad essere il fulcro centrale sia della ZES interregionale “Jonica”, sia della Zona Franca Doganale recentemente istituita. Da questo punto di vista è molto proficuo il rapporto di leale collaborazione istituzionale instaurato con il Governo nazionale che condivide la nostra stessa prospettiva strategica e con il quale stiamo lavorando a stretto contatto per offrire a Taranto la possibilità di affermare un nuovo e diverso modello di sviluppo rispetto a quello indissolubilmente legato alle sorti dell’acciaieria ex Ilva.

“A questo riguardo ringrazio per l’attenzione che sta riservando a questo territorio, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sen. Mario Turco, originario proprio di Taranto, che tra l’altro si è direttamente prodigato affinché fosse recepita, a livello statale, la proposta da me avanzata con una lettera indirizzata il 13 novembre 2019 direttamente al premier Giuseppe Conte, per l’istituzione nel capoluogo jonico di un’area che potesse beneficiare di importanti agevolazioni fiscali, tributarie e doganali. Questo impegno, poi, si è concretizzato poco più di un mese dopo in un emendamento alla legge di bilancio che ha consentito, poi, la formale istituzione della Zona Franca Doganale interclusa, approvata in via definitiva dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo scorso 29 aprile. E’ questo, quindi, il quadro di positive sinergie tra diversi livelli di governo che sta portando molti investitori stranieri, anche cinesi, a guardare con grande attenzione a Taranto e al suo porto, dal momento che si iniziano a intravedere concrete prospettive di sviluppo che potranno riguardare numerosi settori produttivi del territorio, dall’agroalimentare, alla logistica, dalla meccanica e la navalmeccanica al settore aeronautico, dal mobilio al commercio e alle costruzioni.”

Le risorse e gli strumenti oggi ci sono, le istituzioni attente allo sviluppo di Taranto anche. Spetta ora ai soggetti produttivi cogliere le opportunità offerte per rilanciare questo territorio sotto il profilo della crescita economica e della buona occupazione. La Regione, e in particolare l’Assessorato allo sviluppo economico, continuerà a darà il suo contributo in questa direzione, mettendo in campo misure mirate e sostenendo le buone iniziative imprenditoriali, da qualunque parte provengano. I rappresentanti politici e istituzionali del territorio, dal canto loro, farebbero bene ad evitare polemiche dal chiaro sentore elettoralistico, impegnandosi piuttosto a fornire il loro contributo perché queste opportunità non vadano sprecate.”