Impiantare non soltanto ulivi ma anche coltivazioni arboree per la ricostruzione del patrimonio olivicolo danneggiato dalla Xylella. È una delle richieste formulate da CIA Puglia in occasione dell’audizione delle organizzazioni di categoria agricole in IV Commissione Agricoltura, presso la sede del Consiglio regionale a Bari, sul Disegno di Legge n. 224 del 6.11.2018 “Integrazioni alla legge regionale 29.3.2017 n. 4 (Gestione della batteriosi Xylella fastidiosa nel territorio della regione Puglia)”.

In rappresentanza della Cia-Agricoltori Italiani di Puglia, ha partecipato il vicepresidente regionale Giannicola D’Amico il quale, nell’esprimere in linea generale parere favorevole al DDL, ha chiesto di estendere la tutela degli olivi secolari, prevista nel DDL, non solo alla “Piana degli olivi secolari” ma a tutte le aree nelle quali ricadono ulivi monumentali, come classificati dalla L.R. 14/2007, presenti nell’area infetta, nell’area di contenimento e nella zona cuscinetto.

Altra richiesta importante, sottoposta al presidente della IV Commissione regionale Donato Pentassuglia, è stata proprio quella di prevedere, a seguito degli interventi di estirpazione di olivi in zona infetta, oltre che il ripristino del potenziale olivicolo anche la possibilità di impiantare specie arboree fruttifere e forestali, con autorizzazioni da rilasciare in deroga previa presentazione di una SCIA corredata da una relazione tecnica dettagliata delle colture da reimpiantare. Decorsi 30 giorni dalla presentazione, il soggetto proponente viene autorizzato in deroga, senza obbligo al reimpianto del numero di olivi estirpati.

Quest’ultima richiesta si è resa necessaria al fine di rendere quanto più snelle le operazioni di reimpianto e di evitare alle aziende agricole, già pesantemente danneggiate, di perdere altro tempo prima di tornare a svolgere attività di impresa e di conseguenza tornare a fare reddito anche con colture arboree diverse dall’olivo. CIA Puglia ha proposto, inoltre, di estendere il monitoraggio anche nella zona infetta a ridosso della zona cuscinetto nelle province di Brindisi e Taranto dove non vi è la presenza del batterio.

All’interno del documento consegnato alla Commissione è stata inserita anche la programmazione di infrastrutture per il riuso di acque reflue, gestite dai Consorzi di bonifica e dai Comuni, sentite le associazioni datoriali agricole, da finanziare con opportuni finanziamenti infrastrutturali.