«L’alternanza scuola-lavoro favorisce l’apprendimento attivo e non è una novità in sé. L’Europa l’ha scelta come metodologia formativa efficace per combattere la disoccupazione giovanile. Formarsi in azienda prima del diploma di scuola superiore è ormai la normalità per milioni di studenti europei.» Lo ricorda in una nota il presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Taranto, ing. Luigi De Filippis.

«In Italia, invece – evidenzia De Filippis, per troppo tempo il valore educativo del lavoro e la capacità formativa delle imprese non hanno trovato spazio nella scuola. La conseguenza non è stata soltanto l’alto numero di NEET (Not in Education, Employment and Training), il forte mismatch tra domanda e offerta, la bassa occupazione giovanile, peggio, l’ergersi di un muro, spesso invalicabile, tra scuola e imprese.
“La Buona Scuola”, ora Legge 107/2015, è riuscita ad abbattere l’elemento più forte di questo muro. Con l’obbligatorietà dell’alternanza nasce un’alleanza tra scuola e lavoro che andrà a cambiare profondamente sia la vita quotidiana degli studenti, sia quella delle imprese. Un traguardo che mostra una svolta culturale per un Paese frenato da troppi pregiudizi e zavorre ideologiche.
Anche in Italia, finalmente, l’alternanza diventa regola. Ma per passare dalla regola alla prassi, che di fatto significa avere a regime 1,5 milioni di studenti che si formano in situazione reale di lavoro, è necessario un ampio impegno corale: istituzioni, imprese e le loro Associazioni.
Sono già moltissime le imprese che, aiutate dalle associazioni industriali, si sono messe a disposizione delle scuole per co-progettare, co-realizzare, co-valutare i percorsi di alternanza. Molte di esse vantano già stabili e durature partnership con la scuola, partnership che l’alternanza andrà a rafforzare e sviluppare.
Serve, tuttavia, fare qualcosa di più. È necessario coinvolgere più imprese, anche le più piccole. Anche e soprattutto quelle che non hanno mai avuto relazioni con le scuole, se non saltuarie, spesso per mancanza d’informazione, spesso per mancanza d’incentivi e del dovuto accompagnamento.

Da qui nasce – rende noto presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Taranto, ing. Luigi De Filippis – l’idea di una GUIDA PRATICA (pubblicata sul sito di Confindustria) sull’ALTERNZANZA SCUOLA-LAVORO, messa a punto grazie alla preziosissima collaborazione tra l’AREA INNOVAZIONE E EDUCATION, GIOVANI IMPRENDITORI e PICCOLA INDUSTRIA.
CONFINDUSTRIA TARANTO Comitato Piccola Industria
Si è voluto mettere a disposizione delle imprese una guida agile per orientarsi tra le novità della norma e le incertezze della prassi.
Le informazioni  nella guida aiuteranno a fare tre cose: cogliere pienamente le opportunità offerte dall’alternanza; ridurre al minimo gli oneri e le criticità esistenti, avviare collaborazioni sistematiche con le scuole del territorio.
Per diventare diritto di tutti l’alternanza scuola-lavoro deve diventare sistema. Partire da pochi ma chiari elementi aiuterà ad avviare questo percorso, non facile, non breve, che rappresenta per l’Italia una grande occasione di rilancio. Un’occasione che dobbiamo necessariamente cogliere.

Ci sono diversi buoni motivi per cui crediamo che gli imprenditori debbano essere protagonisti di questa novità che cambierà profondamente il modo di fare didattica, rendendo strutturale il rapporto tra scuola e impresa. La sfida è importante perché riguarda il futuro del capitale più prezioso che abbiamo, i giovani, e la capacità competitiva del Paese che non può prescindere da un sistema educativo efficiente e al passo con i grandi cambiamenti che dobbiamo affrontare.
L’alternanza offre l’occasione per valorizzare i tanti progetti dedicati alle nuove generazioni già realizzati da Confindustria e dalle Associazioni, a cominciare dal PMI DAY organizzato da Piccola Industria.

A breve – conclude De Filippis nella sua nota, come Comitato Piccola Industria, realizzeremo un workshop per mettere a confronto i diversi attori coinvolti in questo percorso, portando la testimonianza di best practice già sperimentate, sicuramente un modo costruttivo per diffondere la cultura dell’alternanza e promuovere il più ampio coinvolgimento delle imprese e in particolare delle PMI