«Quanto accade in questi giorni negli uffici regionali sulla vicenda del depuratore di Sava-Manduria è gravissimo e senza precedenti. Dopo una serie incredibile di stop and go, ci troviamo di nuovo di fronte ad una lettera che, irresponsabilmente, sospende e rinvia l’avvio dei lavori per la costruzione del depuratore, negando ancora una volta a Sava il diritto al completamento della rete fognaria.» Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia.

«Non solo – aggiunge la Franzoso – se fosse vero quanto dichiarato sul recapito finale in questi giorni – ossia la possibilità di escluderlo – mi chiedo come mai in Aula non sia ancora arrivata la variazione del piano regionale di tutela delle acque che elimina definitivamente lo scarico a mare. Io lo avrei certamente votato. Questa politica ambientale è scellerata e indegna. Ci si sottrae alle responsabilità e alle ineludibili prescrizioni di legge sul depuratore e sullo scarico di emergenza a mare, nel misero tentativo di non scontentare qualche pezzo di elettorato. Accollandosi, in questo modo, la scelta inaudita di bloccare un’opera primaria per la salute pubblica, attesa da decenni. E soprattutto con il rischio, ormai prossimo, di far incorrere la Puglia in una sanzione europea.

Le comunità di Manduria e Sava sono guarnite rispettivamente di un funzionante sistema di depurazione, e di un funzionante impianto fognario. Si farebbe bene a spiegare ai cittadini che ad oggi non c’è alternativa allo scarico a mare, smettendola con le letterine e le perdite di tempo; altrimenti dovremo continuare a vivere con le strade che crollano, un sistema di fogna selvaggio e gli asini della politica che volano. Lo chiarisco ancora una volta per tutte, a beneficio dei campioni degli equivoci: nessuno qui è contrario a sistemi plurimi di utilizzo dei reflui o di affinamento e trattamento delle acque. Ma, sia altrettanto chiaro che si tratta, in tutti questi casi, di processi accessori alla depurazione e complementari, non alternativi, allo scarico a mare.

Invito Emiliano e l’assessore Giannini ad affermare pubblicamente il contrario – conclude la Franzoso. Diversamente si proceda speditamente con i lavori del depuratore. I cittadini non ne possono più dei ping pong e di una politica che non decide».